Il periodo da monaco

Kabir Bedi è cresciuto in una famiglia religiosa. Suo padre era un maestro spirituale. E sua madre Freda si convertì al buddismo. Fu lei a portarlo in Birmania «e per tre mesi sono stato un monaco anche io. Con la testa rasata e il vestito arancione giravo per le vie di Rangoon alle cinque di mattina, con la cesta per le offerte. Ho studiato tecnica della meditazione, ancora oggi mi aiuta a ritrovare l’equilibrio», ha detto intervistato al Corriere della Sera. La sua calma, infatti, non passa inosservata. Solo un modo c’è per scalfirla: «Mangiare cibo cattivo mi mette di malumore».

Sandokan ora e allora

Sandokan è stato per Kabir Bedi il ruolo che ha stravolto la sua vita. Lo ha trasformato da attore famoso di Bollywood a star internazionale con una schiera enorme di fan. «Era difficile andare in giro, con i paparazzi sempre addosso, però era normale. Un’ammiratrice italiana mi ha seguito dovunque, a Los Angeles, a Londra, a Mumbai, ogni volta dovevano intervenire le guardie», ha confessato al Corriere della sera. Bedi ha più volte sottolineato come il ruolo abbia messo in ombra la sua persona. «All’inizio è stato ingombrante – ha rivelato a Il Messaggero –. Nessuno poteva immaginarmi in altri ruoli. Per questo ho accettato di fare il cattivo nel film di James Bond Octopussy – Operazione Piovra e ho girato la commedia A/R Andata + Ritorno di Marco Ponti: il pubblico doveva capire che sono un attore a tutto tondo. Ma essere ricordato per Sandokan è un onore. È stata una di quelle occasioni che rendono un attore immortale». Nel nuovo sceneggiato Rai, andato in onda a dicembre 2025, Sandokan è interpetato dall’attore Can Yaman, che Bedi, intervistato dal Corriere, ha definito «Molto bello. È una buona cosa, gli auguro il meglio. Ogni generazione ha il desiderio di avventura». Però, ha aggiunto: «Loro certamente hanno a disposizione la tecnologia che noi non avevamo».