di Cesare Tota

Ospite dello Skill Test è Ciccio Sultano, chef del bistellato «Duomo» di Ragusa: niente mode, ma identità siciliana pura che mette in crisi la MasterClass tra timballi monumentali, tecnica senza sconti e giudizi taglienti

L’undicesima puntata di MasterChef Italia, in onda ogni giovedì alle 21.15 su Sky Uno, si apre con una sorpresa: la prima Red Mystery Box si rivela la più temuta. «Significa che proclameremo un migliore con la Golden Pin, ma i peggiori andranno dritti al Pressure Test», spiegano i giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli. «Qui dentro è così: gioie e dolori, è tutta una questione di equilibrio», aggiunge chef Cannavacciuolo mentre i concorrenti sollevano la box.

Il tema è l’agrodolce: tra gli ingredienti compaiono carni come anguilla e maiale, aceti e dolcificanti di varia natura. Non si fa in tempo a iniziare che emerge un retroscena extra-cucina: anche questo weekend il «magnifico trio», così ribattezzato da Cannavacciuolo e composto da Matteo Lee, Matteo Rinaldi e Niccolò, è tornato a ballare e Niccolò ha pure fatto conquiste. «Ero con tre abbracciate e gli altri due mi guardavano» racconta. Anche Matteo Lee sembra essersi sciolto: «Ho scoperto grazie a MasterChef che sto bene in mezzo alle persone».



















































Il primo miglior piatto è quello di Carlotta, che scherza: «Agrodolce come me». La crema è da «wow» e Locatelli avvisa tutti: «Carlotta è arrivata». Secondo miglior piatto per Niccolò con anguilla in agrodolce, radice di loto, cipolle borretane e mela: «Un gran buon piatto» commenta Barbieri. È proprio Niccolò a vincere la prova e la Golden Pin, e festeggia ballando, fedele alla sua nuova vita notturna. Anche Carlotta sale in balconata.

Tra i peggiori c’è Matteo Rinaldi: «Alcune preparazioni funzionano, altre sono superficiali, soprattutto le fette di mela crude nel piatto», commentano i giudici. Segue Irene, risultato totalmente inaspettato per lei e per gli chef, viste le sue origini siciliane che avrebbero potuto aiutarla: il piatto è slegato e l’anguilla poco cotta. La terza peggiore è Georgina, anche lei proprio non se lo aspettava: il piatto non è bello e il maiale è crudo. Per l’aspirante chef il maiale va bene, «mancano almeno 15 minuti di forno» esclama Barbieri. «C’è un’altra persona da cui ci aspettavamo tanto, ma oggi ha dato proprio poco», dice Locatelli riferendosi a Dounia. Lei non è d’accordo e prova a difendersi, ma Cannavacciuolo la richiama: «Un maiale crudo non è buono. Punto. Quando noi ti diciamo una cosa, ascolta». I giudici invitano un altro concorrente alla consapevolezza e Matteo Canzi si fa avanti: «Almeno tu sei consapevole, bravo», commenta Cannavacciuolo. Per Matteo, l’idea di avvolgere l’anguilla nella cotenna era bella, ma è rimasta cruda all’esterno. «Questo mi fa piacere perché possiamo avere un dialogo di crescita, a differenza di altri come Dounia», conclude lo chef.

Matteo Rinaldi è l’unico dei peggiori a salvarsi e sale in balconata insieme agli altri. Quelli rimasti devono affrontare subito il Pressure Test, dedicato al pomodoro. Primo step: riconoscere 4 varietà su 16. Ogni errore costa 5 minuti nella prova successiva, su un totale di 40. Niccolò, vincitore della Mystery Box, fa iniziare Georgina che indovina tutto. Irene sbaglia due varietà. Dounia ne sbaglia tre. Matteo Canzi sbaglia clamorosamente il pomodoro del Piennolo causando a Cannavacciuolo un malore: «Io ti tolgo quarant’anni, non cinque minuti», scherza lo chef.

La prima in assaggio è Irene, con un gazpacho rivisitato: buona consistenza, ma forse manca qualcosa. Matteo Canzi usa la Golden Pin per i suoi dubbi sulla caprese rivisitata: «Alcune cose non sono andate come desideravo». «Tu sei pazzo, il piatto è molto, molto buono», replica Barbieri. Georgina colleziona errori, dalla gestione del pane alla scelta di eliminare il basilico per i germogli di pisello: per Cannavacciuolo è quasi inconcepibile. Il piatto di Dounia è semplice ma delizioso: «Brava Dounia», dice Locatelli invitandola a salire in balconata. A lasciare la MasterClass è Georgina: «Il tuo piatto era senza sapore». Irene si salva per il rotto della cuffia, ma viene ammonita: «Cambia marcia», le suggerisce Cannavacciuolo.

La dodicesima puntata segna l’inizio dello Skill Test. «È sinonimo di tecnica, abilità e competenza. TAC» dice Barbieri. Per Cannavacciuolo è più diretto: «Torni A Casa». Ospite della prova è Ciccio Sultano, due stelle Michelin al «Duomo» di Ragusa: «Io non seguo le mode, chi viene a mangiare da noi deve sentirsi in Sicilia anche da bendato». Nel primo step i concorrenti devono replicare il suo «Timballo del Gattopardo» ripieno di pasta, sugo, prosciutto, melanzane, polpettine, uova di quaglia e besciamella. Il piatto mette in difficoltà quasi tutti. Dei primi due assaggi si salva solo Matteo Canzi. Per Matteo Lee, che ha giocato la Green Pin, i 10 minuti extra non bastano per salvarsi. Irene non è perfetta ma i sapori della sua terra ci sono e sale in balconata. Si salvano anche Dorella e Alessandro. Il piatto di Jonny è «bidduzzo» (benino, ndr) secondo Sultano, ma non basta. Niccolò impiatta il timballo sottosopra, ma il risultato è goloso e passa. Dounia è l’ultima a salvarsi.

Al secondo step rimangono Matteo Lee, Jonny, Matteo Canzi, Carlotta, Iolanda, Franco e Vittoria. Il piatto di riferimento è lo «Sgombro omega3 arabo-normanno», che non va replicato ma interpretato. Matteo Canzi è il primo salvo. Carlotta, per i giudici, «ha un fuoco dentro ma a volte nei piatti arriva l’acqua»: per ora resta in bilico. Jonny è ancora «bidduzzo», ma sufficiente. Anche Matteo Lee e Iolanda si salvano. I peggiori sono Franco, Vittoria e Carlotta. «Tutti fate grandi promesse ma poi eccoci qui», osserva Locatelli.
Il piatto peggiore è quello di Vittoria che deve lasciare la MasterClass: «Hai trattato male lo sgombro, elemento principale del piatto». Sul finale Cannavacciuolo invita più volte Franco e Carlotta a riflettere sugli errori.
Nella prossima puntata, i 12 aspiranti chef rimasti dovranno affrontare la seconda Green Mystery Box con Chiara Pavan e una prova in esterna a tema calcistico

16 gennaio 2026