È la gestione dell’amministratore unico Giovanni Sciortino a finire sotto tutela. Dopo l’allarme lanciato dal collegio sindacale e fatto proprio dal comitato di indirizzo strategico e di controllo (formato da tre sindaci della provincia e due dirigenti di Palazzo delle Aquile) , il sindaco Roberto Lagalla interviene direttamente su Amap. Con una lettera il primo cittadino riduce l’autonomia gestionale e apre una fase di controllo rafforzato sulla partecipata che gestisce il servizio idrico in città e in 50 paesi della provincia.

La decisione arriva dopo la riunione del 29 dicembre, convocata come una vera e propria seduta di emergenza del comitato di indirizzo. In quella sede era stato condiviso integralmente un documento che parla di «gravi criticità di carattere gestionale, finanziario e organizzativo» e avverte che, «in assenza di una pronta ed efficace attuazione delle misure correttive», la società è esposta a «un concreto rischio di inadempimento contrattuale, con potenziali effetti sulla continuità aziendale».

L’allarme trova riscontro nei numeri. Amap ha acceso un finanziamento da 130 milioni di euro con un pool di banche e ha già effettuato un tiraggio di 28 milioni. Il problema è la liquidità. La morosità viene definita «a livelli insostenibili», la riscossione «frammentaria e poco efficace», con il rischio che crediti per milioni di euro vadano in prescrizione. Una situazione che compromette i flussi di cassa necessari «al pagamento delle obbligazioni giuridiche in essere e del significativo debito derivante dal contratto di finanziamento» e che espone la società al «rischio di squilibrio di cassa e di violazione dei parametri bancari».

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