Parola d’ordine, tra i medici: «Cautela». Anche in Piemonte i pronto soccorso continuano ad essere sotto pressione, e i medici di famiglia sotto assedio. Ma per la prima volta i contagi da virus respiratori, in primis l’influenza, sono stabili o in calo. Un indizio: l’inizio della fine? Presto per dirlo. Anche così, è parere comune che l’epidemia abbia raggiunto il famoso “picco”, cioè il culmine dell’ascesa, e che da fine mese cominci gradualmente a scendere, non prima di avere seminato altri malati.
Intensità in calo, soprattutto tra i bambini
Emblematico, da questo punto di vista, l’ultimo report del Seremi, il Servizio di epidemiologia regionale, e il primo dopo le lunghe festività. «L’incidenza delle infezioni respiratorie acute risulta pressoché stabile rispetto alla settimana precedente e si colloca attualmente su un livello di intensità basso – si legge –. A partire dalla metà di dicembre si è osservata una progressiva riduzione dell’incidenza, con il passaggio da un livello di intensità alto a basso. Nella popolazione pediatrica si regista un netto calo nelle ultime tre settimane mentre negli adulti e negli anziani l’andamento appare sostanzialmente stabile».
L’incognita dopo le festività
Come si premetteva, è presto per cantare vittoria: «In seguito alla ripresa a pieno regime delle attività lavorative e scolastiche dopo le festività natalizie, non si può escludere un incremento dell’incidenza nelle prossime settimane; tuttavia, è improbabile che venga raggiunto il valore più elevato registrato nella settimana 51. Alla luce di questi dati, è probabile che il picco stagionale sia già stato superato. È tuttavia importante considerare che la stagione invernale è ancora nelle sue fasi iniziali e che sono attualmente in circolazione molti virus respiratori diversi. Questa condizione potrebbe favorire la diffusione delle infezioni respiratorie nella popolazione ancora per molte settimane».
Piemonte: 654 mila infezioni da ottobre
Si stima che da metà di ottobre i piemontesi con infezione respiratoria acuta siano stati circa 654 mila, di cui circa 53 mila nell’ultima settimana (05 gennaio – 11 gennaio).
Quali sono i virus in circolazione
La Sorveglianza virologica RespiVirNet del Piemonte segnala nella settimana positività (in ordine di frequenza decrescente) a: Virus influenzali [sottotipo A/H3N2 più frequente], Coronavirus diversi da Sars CoV-2, Virus Respiratorio Sinciziale, Rhinovirus, Virus Parainfluenzali, Sars CoV-2, Metapneumovirus e Adenovirus.
La situazione nei pronto soccorso
Situazione sempre pesante, come dicevamo, ma comunque meno pesante rispetto a metà dicembre. E questo, nonostante l’afflusso di pazienti, con una forte prevalenza di anziani affetti da insufficienza respiratoria e polmoniti.
Al Mauriziano 190 accessi al giorno
Mauriziano All’ospedale Mauriziano si contano circa 190 passaggi al giorno (+20% rispetto al periodo estivo), i contagi sono stazionari. Tipologia pazienti: prevalenza ultra 80 enni con insufficienza respiratoria e disidratazione. Polmoniti: interessano oltre un terzo dei pazienti anziani con insufficienza respiratoria.
Alle Molinette calo dei pazienti
Molinette Nell’ultima settimana (8–14 gennaio), rispetto alla precedente (1–7 gennaio), si registra un -5% di passaggi totali in DEA, con una media giornaliera di 195 accessi. Sindromi influenzali in calo rispetto alla settimana prima, si stima riguardino un 10% dei passaggi. Tasso di ricoveri per queste patologie invariato (30%), ma il numero assoluto è in lieve calo. Il tipo di ricoveri, invece, è sempre lo stesso: anziani, oncologici, fragili, etc.
Asl Città di Torino meno casi ma più gravi
Asl Città di Torino Ovvero i pronto soccorso di Maria Vittoria, Martini, San Giovanni Bosco. Anche qui, il numero totale di accessi è in lieve e graduale diminuzione. Rispetto a quattro settimane fa si registra una diminuzione di circa 700 unità, pari a circa il 12% del totale (dai 4700 accessi della settimana 15–21/12 ai 4050 della settimana 5–11/1). Questi dati, ribaltati sulle singole strutture, consistono in una modesta diminuzione: la media generale degli accessi quotidiani continua ad aggirarsi intorno ai 200 al giorno per singolo pronto soccorso.
Regina Margherita in controtendenza
Situazione diversa all’ospedale infantile Regina Margherita dove, dopo la pausa natalizia, come atteso è stata registrata una globale riduzione degli accessi in pronto soccorso, nuovamente in aumento negli ultimi giorni. Nell’ultima settimana 150 bambini con patologie respiratorie, nel 10% dei casi con necessità di ricovero per quadri di polmonite, insufficienza respiratoria o sovrainfezioni batteriche.
Gli anziani restano i casi più delicati
Come sempre, precisano dall’Asl, i semplici dati numerici non sono in grado di rappresentare il reale impegno assistenziale: è evidente che pazienti anziani, polipatologici, con indicazione a trattamenti più intensivi tra i quali l’ossigenoterapia, hanno necessità di un livello di cura decisamente impegnativo che non emerge dalle semplici statistiche sugli accessi. In queste ultime settimane è diminuita la quota di pazienti che accede per sindrome respiratoria acuta (circa 700 quattro settimane fa, poco più di 300 nell’ultima settimana): parallelamente è però aumentata la quota di pazienti che hanno necessità di una superiore intensità di cura e di ricovero. Se prima circa un paziente su quattro (tra coloro che giungono per sindrome respiratoria acuta) aveva necessità di ricovero, negli ultimi giorni tale necessità è presente in una persona su tre. Le infezioni virali si sono infatti maggiormente propagate nella fascia di popolazione più anziana e fragile.