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Redazione Economia

L’ipotesi di un riposizionamento di alcuni marchi negli Stati Uniti viste le scarse vendite di uno dei mercati principali di Stellantis. La soglia dei 30 mila dollari con modelli più compatti e meno costosi

L’indiscrezione è del quotidiano Mf che parla di un riposizionamento di alcuni marchi negli Stati Uniti viste le scarse vendite di uno dei mercati principali di Stellantis. Siccome i listini medi ormai si aggirano attorno ai 50 mila dollari, il gruppo starebbe lavorando ad un riallineamento dei prezzi verso una gamma più ampia di modelli compatti e meno costosi. 

Il fattore geopolitica

«Oggi la geopolitica non è più un elemento esterno, seppure di rilievo, all’industria — ha detto di recente l’amministratore delegato Antonio Filosa — ma un fattore interno cruciale, che contribuisce a determinare in maniera decisiva le nostre strategie di investimento». I dazi americani hanno così spinto il gruppo ad annunciare un investimento di 13 miliardi di dollari per potenziare del 50% la capacità produttiva locale, creando cinquemila nuovi posti di lavoro. Da sempre, del resto, gli Stati Uniti sono il motore dei profitti della casa ed è quindi urgente per Filosa riconquistare quote nel mercato più ricco del mondo (ne abbiamo scritto qui).



















































La soglia dei 30mila dollari

«Una parte della risposta è nel valore dell’offerta e nella competitività dei prezzi, l’altra è nel prodotto», ha spiegato Filosa, ricordando i recenti tagli di prezzo su Jeep e il riallineamento delle versioni. Tra le novità attese, registra il quotidiano del gruppo Class, ci sarebbe il nuovo pick-up midsize Ram previsto nel 2026, mentre il gruppo «valuterà» l’introduzione di ulteriori modelli sotto la soglia dei 30 mila dollari. 

Il portafoglio di marchi

L’amministratore delegato Antonio Filosa non ha escluso la possibilità di riorientare a livello regionale negli Usa il vasto portafoglio di marchi dell’azienda, che comprende anche i marchi italiani Fiat e Alfa Romeo, che non hanno avuto buoni risultati a livello nazionale. Si parla di un’eventuale rifocalizzazione per aree geografiche. E i brand italiani sono i principali candidati a una revisione della strategia su base geografica.

Il flop della 500 elettrica negli Usa

Tavares decise di iniziare a vendere la Fiat 500 elettrica di Mirafiori negli Usa, ma i risultati sono eloquenti: gli ultimi dati ufficiali erano di sole 439 immatricolazioni fino a ottobre 2024, rispetto a obiettivi dichiarati di 10 mila vendite annue. E indiscrezioni parlano di vendite sotto le 100 unità nel 2025, confermando l’assenza di interesse negli Usa di fronte a un prezzo elevato per un piccolo modello elettrico.

La quota di mercato

In generale sono i dati a spiegare la pressione che c’è sul management: le vendite globali di Stellantis sono scese del 12,3% tra il 2021 e il 2024, da 6,5 a 5,7 milioni di veicoli, con un crollo di circa il 27% negli Stati Uniti, ricorda Mf. Nello stesso periodo, la quota di mercato Usa è scivolata dall’11,6% all’8%, facendo arretrare il gruppo dal quarto al sesto posto. E allora comincia a circolare l’ipotesi che sia meglio separare le attività degli Stati Uniti da quelle negli altri Paesi? 

La profezia di Tavares

A Filosa toccherà smentire la profezia «velenosa» di Tavares. «Temo che l’equilibrio a tre fra Italia, Francia e Stati Uniti possa rompersi», ha scritto il manager portoghese nel suo recente libro Un pilota nella tempesta. Così fosse, «fra i tanti scenari possibili» Tavares ha ipotizzato che le attività europee di Stellantis finiscano in mani cinesi e che i marchi Usa, a partire da Chrysler, tornino a investitori statunitensi. annullando l’operazione conclusa nel 2014 da Sergio Marchionne, il «maestro» di Filosa.

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16 gennaio 2026 ( modifica il 16 gennaio 2026 | 15:01)