di
Flavio Vanetti
Per la prima volta in carriera, con il pettorale n. 1, Giovanni Franzoni vince una gara di Coppa del Mondo. Lo fa nel superG di Wengen, 13 anni dopo l’ultimo italiano. Secondo Babinsky, terzo Von Allmen
Tredici anni dopo l’impresa di Christof Innerhofer in discesa, la pista di Wengen ha incoronato di nuovo uno sciatore italiano: è Giovanni Franzoni da Manerbio del Garda, 25 anni in arrivo a marzo, vincitore del superG che ha aperto la tre giorni del Lauberhorn, al cospetto di montagne bellissime.
È la prima vittoria nella Coppa del Mondo del ragazzo che da junior era stato polivalente e un dominatore — tre ori, un argento e bronzo in due edizioni contigue dei Mondiali di categoria, nel 2021 e nel 2022 — e che nella transizione verso lo sci dei «grandi» aveva conosciuto un grave infortunio a causa del quale la sua progressione era stata bloccata.
Dove e quando era avvenuto? A Wengen. E visto che il destino è un regista pazzesco, si era verificato proprio nel punto — la zona del cosiddetto Canadian Corner — in cui stavolta ha fatto la differenza, mentre tre anni fa era finito nelle reti procurandosi un danno complesso ai muscoli flessori della coscia destra, con due tendini rotti e uno lacerato.
«Sì, in buona parte ho costruito lì il successo. Se a inizio stagione mi avessero detto che avrei centrato il podio in Val Gardena (fu terzo sulla Saslong, sempre in superG, ndr) e vinto a Wengen, difficilmente ci avrei creduto. Ma questo è anche il risultato del lavoro e del credere in quello che fai. Una novità rispetto al passato c’è e può spiegare i passi in avanti: mi sono imposto di gareggiare divertendomi, essendo grato di essere un atleta della Coppa del Mondo che ha il privilegio di gustare l’adrenalina che viene generata dalla sciata».
Giovanni è stato perfetto in un superG che, anche per l’atipicità della pista svizzera rispetto a questa disciplina, non perdonava nemmeno le sbavature: ne sanno qualcosa l’austriaco Stefan Babinsky e lo svizzero Franjo Von Allmen (primo nel superG del 2024), secondo e terzo con scarti netti (35 e 37 centesimi in più dell’azzurro) ma in fondo non enormi su un tracciato lungo, sul quale ci sono margini per rimontare. «Giovanni se l’è meritata questa vittoria, io ho pagato un errore e non ce l’ho più fatta a riprenderlo» dice Von Allmen, mentre Marco Odermatt, il mattatore del circo bianco che è giunto quarto e che per la terza volta in meno di un mese è stato giù dal podio, ha addirittura abbracciato il collega italiano, incoronando con poche parole il suo exploit: «Così pulito nella sciata, così facile scendere oggi per te».
Può stupire trovare Franzoni davanti a tutti, essendo ovviamente anche «re» di un’Italia che ha visto pure Mattia Casse, ottavo, nel «top ten» e altri tre atleti, Alliod (18°), Innerhofer (21°) e Schieder (25°) nei primi trenta e dunque a punti. Ma non più di tanto una sorpresa: Franzoni è un talento sicuro e avremmo voluto vedere a quale livello sarebbe oggi se non ci fosse stato quel crash. Inoltre, nelle due prove per la discesa di sabato 17 gennaio, è stato sempre il più veloce. Quindi, è relativamente un colpo da outsider e Von Allmen l’ha ammesso: «Ora è definitivamente un avversario in più dal quale guardarci».
Giovanni è stato bravissimo anche a gestire il pettorale numero 1, un vantaggio, ma anche un rischio perché sei un po’ come un apripista. Trovare una neve non segnata l’ha aiutato, però è venuto fuori il «manico» anche del pilota, come direbbe Dominik Paris. Ecco il racconto del bresciano: «Il primato nelle prove mi ha caricato, poi ho proprio avuto la percezione che mi avrebbero assegnato l’1. Ero teso, mi ha preso l’ansia e mi sono detto un “Madonna santa”. Ma ho pensato: “O si va o non si va”. È andata: ho sbagliato un po’ nella parte centrale, ma la “esse” finale l’ho fatta davvero bene».
Nel tratto conclusivo, in effetti, nessuno ha reso come lui e come il 15″42 nella frazione che è stato lo scudo per proteggersi dagli attacchi degli altri. Con Franzoni l’Italia centra il primo colpo al maschile nella Coppa del Mondo (il secondo in assoluto in un’annata fin qui piuttosto povera di gioie: per combinazione è stato sempre il superG, con Sofia Goggia, a vederci fin qui sul podio principale) e prende atto dei progressi della squadra dei velocisti, anche se preoccupano le condizioni del piede sinistro di Dominik Paris. Domme non ha concluso — la stessa sorte, più o meno nello stesso punto, è toccata a Guglielmo Bosca — e la domanda è: quanto ha inciso il dolore nella scivolata in quella curva verso sinistra dopo il salto dell’Hundschopf?
Nella prospettiva (anche) delle Olimpiadi non è bello, ma intanto prendiamo buona nota della solidità di Franzoni e degli altri. Giovanni ha ripreso il cammino interrotto tre anni fa, ma nei suoi piani c’è solo tanto realismo: «Il mio futuro cambia? Per ora cambia solo il presente. Vivrò alla giornata, oggi sono felice di aver condiviso il podio con uno del 2001 come me (Von Allmen, ndr). Io ho sempre dovuto guardare molti avversari dal basso verso l’alto, cercando di raggiungere il loro livello e, magari, di superarlo. La mente mi ha aiutato parecchio in questa rincorsa».
L’ordine d’arrivo del SuperG di Wengen
- Giovanni Franzoni (Ita) 1’45″19
- Stefan Babinsky (Aus) 1’45″54 +0″35
- Franjo Von Allmen (Svi) 1’45″56 +0″37
- Marco Odermatt (Svi) 1’45″72 +0″53
- Raphael Haaser (Aus) 1’45″87 +0″68
- Ryan Cochran-Siegle (Usa) 1’46″02 +0″83
- Stefan Rogentin (Svi) 1’46″10 +0″91
- Mattia Casse (Ita) 1’46″20 +1″01
- Adrian Smiseth Sejersted (Nor) 1’46″26 +1″07
- Nils Allegre (Fra) 1’46″33 +1″14
…..
18. Benjamin Jacques Alliod (Ita) 1’47″46 +2″27
21. Christof Innerhofer (Ita) 1’47″66 +2″47
25.Florian Schieder (Ita) 1’47″88 +2″69
Ritirati:
Guglielmo Bosca (Ita)
Dominik Paris (Ita)
Marco Abbruzzese (Ita)
16 gennaio 2026 ( modifica il 16 gennaio 2026 | 15:09)
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