di
Chiara Severgnini
L’Insurrection act permette al presidente di schierare l’esercito all’interno del territorio degli Stati Uniti, così da poter usare i militari per reprimere rivolte interne
Donald Trump ha minacciato di invocare l’Insurrection act per permettere all’esercito di intervenire a Minneapolis, città dove – dopo l’uccisione della 37enne Renee Good da parte di un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) – le proteste contro la politica anti-immigrazione del suo governo si sono fatte più intense e hanno suscitato reazioni sempre più violente da parte delle forze federali.
Che cos’è l’Insurrection act
L’Insurrection Act risale al 1807, appena 24 anni dopo la fine della guerra di indipendenza americana. Allora gli Usa erano composti da soli sedici stati ed erano una giovane democrazia ancora in corso di consolidamento (oltre che di espansione).
La norma è una legge emergenziale che permette al presidente di schierare l’esercito all’interno del territorio degli Stati Uniti così da poter usare i militari per reprimere rivolte interne.
In situazioni normali, l’esercito non può essere impiegato sul territorio nazionale e non è autorizzato a svolgere compiti di polizia contro cittadini statunitensi. L’Insurrection Act permette dunque di agire in deroga, nel nome di un’emergenza o una crisi nazionale.
La legge, inoltre, permette al presidente anche di «federalizzare» la Guardia Nazionale (un corpo di riservisti organizzato su base statale), assumendone il controllo, sempre in caso di gravi crisi. In situazioni normali, la Guardia Nazionale risponde solo ai governatori dei singoli Stati.
Donald Trump ha già «federalizzato» più volte le truppe della Guardia Nazionale, così da schierarle per riportare l’ordine in città attraversate da proteste a suo parere ingestibili dalle forze dell’ordine locali. Per farlo, però, finora ha sfruttato dei cavilli legali diversi dall’Insurrection Act (con modalità che sono state giudicate illegittime da alcuni giudici e anche, in un caso, dalla Corte Suprema). La Guardia Nazionale è stata schierata da Trump nel 2020 a Washington D.C., dopo l’uccisione di George Floyd; e più di recente a Portland, Chicago e Los Angeles, anche in contrasto con i governatori locali (in particolare con il californiano Gavin Newsom, democratico).
Quando è stato usato l’Insurrection Act in passato?
L’Insurrection Act non viene invocato dal 1992, quando George H.W. Bush lo impiegò per riportare l’ordine a Los Angeles, attraversata da feroci proteste (63 vittime, 2.383 feriti) dopo l’assoluzione dei poliziotti responsabili del pestaggio di Rodney King, un tassista di 26 anni, avvenuto nel 1991.
In precedenza, è stato invocato anche per frenare o evitare lo sciacallaggio dopo disastri naturali (nel 1989 da Bush, dopo un uragano alle Isole Vergini) oppure per sedare vaste rivolte carcerarie (1987, ad Atlanta, su autorizzazione di Ronald Reagan).
Cosa sta succedendo a Minneapolis
Trump ha minacciato di usare l’Insurrection Act più volte, anche durante il suo primo mandato. Ma, finora, non l’ha mai fatto. Ora è tornato a parlarne, spiegando che vi farà ricorso «se i politici corrotti del Minnesota non obbediscono alle leggi e fermano gli agitatori professionisti e le insurrezioni contro i patrioti dell’Ice», l’agenzia per il controllo dell’immigrazione.
Il riferimento è a quanto sta accadendo a Minneapolis, città dove dall’inizio dell’anno l’amministrazione Trump ha avviato numerosi raid anti-immigrazione che hanno suscitato proteste crescenti.
Il 7 gennaio, proprio durante un’azione dell’Ice, l’americana Renee Good – che era sul posto come volontaria proprio per assistere al comportamento degli agenti e testimoniare eventuali violenze – è stata uccisa da un federale. Da quel momento, la situazione si è fatta ancora più tesa: il numero di raid è aumentato, le proteste di sono moltiplicate, gli scontri tra Ice e cittadini si sono fatti più accesi. Ci sono stati numerosi episodi di violenza, spesso legati a un uso eccessivo della forza da parte dell’Ice. In totale, in città sono stati schierati già 3mila agenti dell’agenzia anti-immigrazione.
Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, e il governatore del Minnesota Tim Walz (ex candidato alla vicepresidenza con Kamala Harris), entrambi democratici, si sono più volte espressi contro i metodi dell’Ice – in particolare dopo l’omicidio di Good – e hanno polemizzato con Trump, anche in toni accesi. Entrambi si sono detti contrari all’arrivo della Guardia Nazionale e dell’esercito, sostenendo che non ci sia bisogno di forze federali per riportare l’ordine in città. Il presidente, però, li accusa di incoraggiare l’insurrezione.
Le preoccupazioni per una svolta autoritaria
Secondo alcuni osservatori, il desiderio di Donald Trump di utilizzare l’Insurrection Act rientra in una tendenza più ampia, che lo vede deciso a espandere il più possibile i limiti del potere del governo, forzando le consuetudini, ignorando sentenze o facendo leva su strumenti normalmente riservati a situazioni di crisi. Questo accentramento – che ha fatto parlare di «presidenza imperiale» – si è già manifestato con l’uso disinvolto degli ordini esecutivi, oppure con decisioni prese contro il parere dei giudici federali (ad esempio l’esplusione di centinaia di cittadini stranieri a El Salvador, avvenuta a marzo).
16 gennaio 2026 ( modifica il 16 gennaio 2026 | 14:34)
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