STRIGNO. Politraumatismo alla testa.

 

Che, tradotto in parole semplici, significa che Mauro Sbetta, il 68enne di Strigno, trovato privo di vita all’interno della propria abitazione di via Marconi, è stato colpito più volte alla testa durante quella che potrebbe essere stata una colluttazione avvenuta nella casa in cui l’uomo abitava da solo nella frazione di Castel Ivano.

 

E’ questo l’esito dell’autopsia che si è svolta oggi – venerdì 16 gennaio – sul corpo di Mauro Sbetta: gli inquirenti ora hanno certamente qualche elemento in più nella ricerca dell’autore dell’omicidio – reato per il quale è stato aperto il fascicolo già nella giornata di mercoledì – che ha sconvolto non solamente il piccolo paese della Valsugana, ma l’intero Trentino.

 

L’esame autoptico, invece, non è stata in grado di definire il giorno e l’orario della morte.

 

Le indagini procedono a ritmo serrato: sono già diverse le persone che sono state sentite – in qualità di testi – dagli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Davide Ognibene, titolare dell’inchiesta.

 

Anche i Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) di Parma sono arrivati a Strigno, passando a setaccio tutto appartamento per un’intera giornata.

 

Mauro Sbetta è stato ritrovato senza vita nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 gennaio da un conoscente che era stato allertato dal cugino Marco, che si era preoccupato non avendo più notizie del parente da alcuni giorni. Una volta entrato in casa la terribile scoperta.