La SF-26 ha avuto il suo vagito: nell’area montaggio della Gestione Sportiva è stata messa in moto la nuova power unit con la testa in lega d’acciaio per il consueto fire up. 

Questo rito che si ripete ogni anno precede la presentazione della rossa che è programmata per venerdì 23 febbraio a Fiorano, quando, a seguito della diffusione delle prime immagini via web, ci sarà anche il debutto in pista sul tracciato di casa con Charles Leclerc e Lewis Hamilton a dividersi i 15 km concessi dalla FIA per uno shake down. 

Il suono del 6 cilindri turbo ha lacerato l’aria del Reparto Corse: al primo ascolto sembra che le nuove unità siano in grado di offrire una musica accattivante anche se il motore endotermico a parità di regime di rotazione (10.500 giri) erogherà circa duecento cavalli in meno rispetto al propulsore dello scorso anno, dal momento che il legislatore ha deciso di portare a un valore quasi paritario la potenza del motogeneratore elettrico. 

 

A seguire il “battesimo” della settantaduesima monoposto di F1 del Cavallino c’erano le figure di spicco della Scuderia. Dopo la cocente delusione della SF-25 solo quarta nel mondiale Costruttori dietro a McLaren, Mercedes e Red Bull, a Maranello hanno deciso di seguire la linea del… silenzio. A parlare quest’anno dovranno essere i fatti e non i proclami. 

La squadra sta approntando con la 678 un progetto che dà un taglio netto con il passato recente: aspettiamoci una monoposto aggressiva alla ricerca del peso minimo (le vetture agili peseranno 30 kg in meno delle macchine a effetto suolo). La monoposto prima di Natale era stata sottoposta alle prove di crash: il frontale era stato superato (anche perché è distruttivo), mentre sul laterale i tecnici FIA presenti a Bollate avevano richiesto l’aggiunta di un paio di pelli in alcuni particolari perché la soluzione era al limite e, una volta mostrata la modifica, il telaio è stato omologato.

Il team del Cavallino è sempre stato molto guardingo sul telaio e, invece, con Loic Serra ha avuto un approccio più coraggioso, seguendo le linee in particolare di Red Bull, da sempre “garibaldina” nelle scelte progettuali. 

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