Che l’infezione da virus Epstein-Barr (il virus che genera la mononucleosi) sia una causa scatenante della sclerosi multipla è noto già da qualche anno. Si sa infatti, grazie al più ampio studio mai realizzato sull’argomento dai ricercatori del Chan School of Public Health di Boston, guidati dallo scienziato italiano Alberto Ascherio, e pubblicato nel 2022 sulla rivista Science, che andando a infettare le cellule del sistema immunitario, il virus è in grado di portare queste ultime ad attaccare e distruggere la mielina, il rivestimento protettivo delle fibre del sistema nervoso centrale e periferico.
A spiegare adesso l’esatto meccanismo molecolare alla base di tale fenomeno è una nuova ricerca condotta da un team dell’Università di Zurigo, guidato da Roland Martin, e dell’Università cinese di Scienze e Tecnologie di Hefei, guidato da Jian Wang, nel quale si dimostra come l’infezione da Epstein-Barr virus – presente in quasi tutta la popolazione – risulti un fattore scatenante della sclerosi multipla solo in presenza dell’aplotipo genetico HLA-DR15 (l’aplotipo è una porzione di DNA che si trasmette da una generazione alla successiva in un unico blocco, ndr) uno dei principali fattori di rischio noti per la malattia.
Quasi tutte le persone sono infette dal virus Epstein-Barr, ma solo circa 1 su 1.000 sviluppa la Sclerosi Multipla. Gli autori dello studio hanno riscontrato che il virus altera l’attività genetica delle cellule B infettate, spingendole a produrre una proteina della mielina, quando i frammenti si ritrovano esposti sulla superficie delle cellule insieme alla molecola HLA-DR15. Riconosciuti dai linfociti T, questi aumentano a loro volta la difesa immunitaria. Ne consegue che, un meccanismo nato per controllare l’infezione virale finisce per attivare una risposta protettiva contro le strutture proprie del sistema nervoso.
Virus Epstein-Barr, a quando un vaccino?
Attestato il legame diretto tra il virus Epstein-Barr e sviluppo della sclerosi multipla, si evidenzia ulteriormente l’importanza di trovare soluzioni in grado di bloccare la diffusione del virus della mononucleosi quale forma di prevenzione diretta dello sviluppo della patologia.
L’individuazione di un vaccino per il virus Epstein-Barr sarebbe il modo più efficace per prevenire direttamente lo sviluppo della sclerosi. Al momento non ne esiste ancora uno, ma vi sono varie Ricerche in atto a riguardo, per lo sviluppo di vaccini a subunità, basati su vettori virali, basati su nanoparticelle e mRNA, e sono state discusse le relative prove precliniche e cliniche, sebbene nessun vaccino efficace contro il virus sia stato ancora approvato per l’uso clinico. Servono ancora tempo, risorse e un impegno costante.