Le proteste non si sono fermate in molte città dell’Iran nonostante la dura repressione del regime, fa sapere il Consiglio della resistenza nazionale iraniana (Ncri) in un comunicato. “Molte parti di Teheran sono sotto stretta sorveglianza militare e di sicurezza. Piazza Jomhouri e le zone circostanti sono state bloccate dalle forze speciali Nopo. Pattuglie in motocicletta equipaggiate con kalashnikov e fucili sono di stanza 24 ore su 24 in varie zone”, e nonostante questo, “mercoledì e giovedì notte giovani ribelli sono scesi in strada nei quartieri di Pirouzi e Tehranpars, hanno intonato slogan contro il regime e si sono scontrati con le forze di repressione. A Qolhak, un deposito di munizioni appartenente ai Pasdaran e ai Basij è stato incendiato”. Ieri sera a Rafsanjan, “giovani ribelli hanno ingaggiato scontri mordi e fuggi con le unità speciali del regime. Gli edifici del Comitato di soccorso dell’Imam Khomeini, l’ufficio postale e una banca statale sono stati incendiati. Gli scontri mordi e fuggi sono continuati nelle strade di Kermanshah, Islamabad-e Gharb e Ilam”.Scontri anche a Khorramabad e nelle zone di Malek Shahr e Motahari Street a Isfahan, poi Gonbad-e Kavus, Khoy, Langarud, Mashhad e Kahrizak”, si legge nella nota.