Un altro tassello si aggiunge al mosaico metropolitano in continua trasformazione di Pechino, e ad inserirlo è Snøhetta che, con Beijing Institute of Architectural Design (BIAD), ha vinto il concorso per la progettazione del Museo d’Arte di Pechino a Tongzhou: storico distretto e porta orientale alla capitale che ha già visto recentemente potenziare la sua attrattività culturale con l’insediamento del Centro delle Arti Performative progettato da Pekins&Will (2023) e della Biblioteca di Pechino (2023), sempre firmata da Snøhetta.

Con una superficie di oltre 110.000 metri quadrati il nuovo museo ospiterà una vasta gamma di forme artistiche (dalle belle arti, all’arte contemporanea, alla moda), candidandosi a diventare un polo culturale e civico nevralgico in grado di stimolare nuove energie nel processo di sviluppo urbano dell’area.

Come spesso accade nelle opere di Snøhetta, ad un impianto tanto chiaro e semplice corrisponde un’architettura altrettanto spettacolare. L’imponente massa scultorea è composta da un nucleo centrale semi-aperto che funge da spazio multifunzionale e da perno distributivo dell’intero complesso, attorno a cui “si aggrappano”, come animati da una spinta endogena verso l’esterno, volumi “scatolari” di diverse quote e dimensioni disposti radialmente, con gallerie espositive, depositi e funzioni accessorie.