voto
7.0

  • Band:
    BRISEN
  • Durata: 00:28:33
  • Disponibile dal: 23/01/2025

Spotify non ancora disponibile

Quello degli italiani Brisen è sì un ritorno improvviso, ma anche ambizioso e artisticamente complesso. Per chi non fosse a conoscenza della storia del gruppo romano, stiamo parlando di una black metal band che al tempo si fece notare con il demo autoprodotto “Holocaust Sky” e il successivo debutto “Shade Of Soul”. I nostri sono poi nuovamente riemersi nel 2009 con un EP e – nonostante sia evidente che la loro attività sia più che altro episodica – sembra che per i Brisen non sia ancora arrivato il momento di appendere gli strumenti al chiodo.

Se in “Madre Tenebra” si facevano notare le tastiere e i momenti da colonna sonora horror in più punti, il richiamo dell’elettronica deve essere ancora forte per i nostri, visto che “Soul Of Shade” parte proprio da lì: siamo infatti davanti ad un brano unico di quasi mezz’ora, impostato sul dark ambient, su qualche parte più power electronics e su una finale, inaspettata, sfuriata black metal. E’ chiaramente un prodotto difficile da fruire, soprattutto se ci si vuole accostare ai Brisen pensandoli nella loro identità più classicamente black metal.
In nostro soccorso però viene la struttura stessa della suite, visto che per i primi minuti introduce voci, qualche momento quasi del tutto noise, alcuni loop e in generale un dark ambient freddo e industriale: possiamo infatti dire che la materia di cui stiamo parlando è stata definita, negli ultimi anni, anche come ‘hauntology‘, mentre per chi ha qualche anno in più rimane figlia della mitica Cold Meat Industry e di creature come In Slaughter Natives, tanto per citare un nome. In entrambi i casi, stiamo parlando di musica elettronica d’ambiente fredda, spettrale e legata a sensazioni di disagio e – perché no? – paura.
Dopo i primi minuti, i sentori industriali calano per ridursi ad una parte quasi completamente ambient più spaziale, e qui possiamo citare i cataloghi Cold Spring, Cyclic Law e Cryo Chamber: questa seconda è la parte più lunga, in qualche modo più destrutturata e forse la più difficile da affrontare per i non avvezzi al genere. Attenzione però: negli ultimi minuti emerge una sfuriata più classicamente black metal – sostenuta comunque dai synth – che conclude l’esperienza in modo molto piacevole.

Fin dal titolo che richiama il debutto, i Brisen sentono questo nuovo capitolo come fondante della propria identità musicale e in questo ci sentiamo di supportarli, perché avvertiamo continuità spirituale di intenti; musicalmente “Soul Of Shade” è un lavoro ben strutturato e curatissimo dal punto di vista sonoro (che, nella versione CD, su impianti di una certa caratura dovrebbe davvero dare soddisfazione ai più audiofili).
Qualche considerazione finale: se pensiamo a quello che propongono i Brisen nel 2026 stiamo infatti parlando di un micro-settore di mercato legato ad edizioni curate ma limitatissime nei numeri (talvolta solo in vinile e prodotti da label specifiche), se vogliamo parecchio slegato dal tradizionale underground black metal, quindi speriamo che il lavoro riceva più attenzione possibile.
Infine, ci sentiamo solamente di muovere una critica all’artwork, a nostro avviso troppo essenziale rispetto alla cura sonora del prodotto.
Per i più coraggiosi, un prodotto da provare, per gli avvezzi a questo tipo di sonorità qualcosa di non sconvolgente ma ben pensato e strutturato.