Prima di diventare un elemento quasi scontato nel paesaggio automobilistico, gli specchietti esterni non esistevano proprio: le auto nascevano senza, poi arrivò quello sinistro, poi il destro, e infine la loro obbligatorietà. Hanno attraversato decenni di forme e regolamenti, diventando a loro modo una firma stilistica. Per molti designer sono stati anche un “problema necessario”: un punto che interrompeva la linea, rubava aria e generava rumore, ma che non si poteva eliminare.
 
Oggi, invece, stiamo vivendo un cambio di epoca. Le auto mirrorless, cioè senza specchietti tradizionali, sono già realtà. Telecamere sottili, monitor interni, normative aggiornate e design pulito raccontano un futuro che sta già prendendo forma. In questo articolo ti porto dalla storia dello specchietto alle auto che non ne avranno più, passando per i modelli che hanno già fatto il salto.

 
Dallo specchio singolo alle telecamere: una storia più lunga di quanto pensi

Ripercorrere l’evoluzione dello specchietto è quasi come ripercorrere l’evoluzione dell’automobile stessa. Le prime vetture non ne erano dotate: fino agli anni ’20 il conducente si arrangiava, e non poco. Il primo specchietto esterno sinistro compare proprio in quel periodo su modelli come le ultime Ford Model T e su diverse auto europee degli anni ’30. Era un lusso, un accessorio.
 
Lo specchio destro arriva negli anni ’60 e diventa obbligatorio in molti Paesi solo dagli anni ’80. In Giappone, invece, molte vetture – come la Toyota Crown o le prime Nissan Skyline – montavano specchi sui parafanghi anteriori, per ridurre l’angolo cieco.
 
Negli anni ’90 lo specchio diventa design: la Opel Vectra B (1995-2022) integra gli specchi nella linea con un effetto fluidissimo. Poi arrivano normative sempre più dettagliate: la famiglia dei regolamenti ECE R46, che definisce campi visivi, dimensioni minime e ora anche gli standard per sostituire gli specchi con telecamere. E quel punto debole del design, finalmente, può sparire.

Ford Model T (1923)

Le prime auto popolari prodotte in serie, come la Ford Model T, non avevano gli specchietti esterni, se non negli ultimi esemplari

Opel Vectra B Limousine

Nella Opel Vectra B, lo specchietto esterno era collegato alle nervature del cofano anteriore, diventando un elemento essenziale e caratterizzante del design

Foto di: Hersteller

Come funzionano le auto mirrorless: camera fuori, monitor dentro

Il funzionamento è semplice: al posto dello specchio trovi una telecamera grandangolare, protetta da un guscio aerodinamico. L’immagine arriva in tempo reale su monitor interni posizionati accanto ai montanti A, come sull’A6 e-tron, oppure integrati nelle portiere, come sulla Audi e-tron/Q8 e-tron.
 
La normativa che permette tutto questo è la ECE R46, aggiornata nel 2016, che riconosce i sistemi di visione indiretta come equivalenti agli specchi. Ormai sono tanti i modelli che dispongono di specchietti digitali, come ad esempio la Honda e, la Genesis GV60, la Lexus ES; spesso questi specchietti convivono con quelli tradizionali, e quindi i designer sono chiamati a proporre uno stile che accolga entrambe le soluzioni.

Ad onor del vero, gli apripista per tale tecnologie sono stati camion, bus e veicoli commerciali, per i quali il problema della visibilità posteriore e laterale è sempre stata molto importante; uno dei primi camion con questa tecnologia è stato il Mercedes Actros del 2019, ma da allora ne sono seguiti molti altri.

All’interno, la transizione è già iniziata: senza andare a cercare le top di gamma tedesche, anche Renault in diversi modelli, come la Mégane E-Tech o la Scenic, propone uno specchio centrale digitale che può diventare schermo. Si passa dal riflesso alla visione elettronica con naturalezza sorprendente, in questo caso senza perdere la forma tradizionale, ma con il vantaggio di escludere i passeggeri posteriori, o di funzionare anche in caso di bassa luminosità.

Lexus ES Digital Outer Mirror

Lexus ES Digital Outer Mirror uno dei primi esempi dell’adozione di telecamere al posto degli specchi, con pods molto sottili e telecamere ai lati della plancia

Honda e

Nella Honda e le telecamere sono piccole e integrate in volumi morbidi, a conferma che la tecnologia può rinnovare lo stile

Cosa succederà nel futuro: sicurezza automatizzata e design più pulito

L’eliminazione degli specchietti non è solo estetica: è aerodinamica pura. Meno resistenza laterale significa meno consumi per i motori termici e più autonomia per le elettriche. La riduzione dei vortici laterali può valere fino al 3–5% di efficienza in più a velocità autostradale.

Ma c’è molto di più: con la guida autonoma, il concetto di “controllare dietro” diventerà digitale. Radar, LIDAR e visione artificiale faranno un lavoro continuo, anticipando pericoli, mostrando angoli ciechi invisibili persino agli specchi più grandi. Vedremo nuove soluzioni di design, come telecamere retrattili o sistemi di sensori integrati nei montanti, mentre gli schermi saranno meglio integrati nell’abitacolo, anche mediante proiezioni.
 
L’occhio umano resterà, ma sarà affiancato da una percezione artificiale molto più ampia.

Avatr 07

Le auto del brand cinese Avatr si propongono con un sistema mirrorless per mostrare l’alta tecnologia impiegata

Foto di: Avatr

Jaguar Tipo 00 Concept

Una delle concept che ha fatto più parlare di sé in tempi recenti, la Jaguar Type 00, non ha specchietti esterni visibili, ma telecamere nascoste, lontane dalle superfici vetrate

Foto di: InsideEVs

Lo specchietto resterà nella storia, non nelle auto

Siamo cresciuti guardando il mondo riflesso in un piccolo rettangolo di vetro. È un gesto iconico, quasi romantico. Ma l’auto moderna sta cambiando pelle, e uno degli elementi più riconoscibili sta lasciando il posto alla tecnologia.
 
Le mirrorless non sono un capriccio: sono efficienza, sicurezza, libertà progettuale. E anche se mancherà un po’ la rottura della linea sul fianco dell’auto, questo passaggio era inevitabile: forse un ritorno alle origini estetiche dell’automobile, ma anche un modo per vedere diversamente. E non è un male.

Audi

Audi A6 Sportback e-tron (2024)

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