«Abbiamo preferito celebrare il rapporto con la natura piuttosto che usare riferimenti culturali espliciti», continua Alonso. I richiami, motivi nativi americani, plaid, tessuti a quadri, entrano solo per accenni, dosati, mai dichiarativi. È un approccio elegante, il boho come stratificazione controllata, non come folklore.

3. Il colore non imita il paesaggio, lo accompagna

sala da pranzo arte tavolo

L’opera Alquimia Azur (1990) di Olga de Amaral introduce una nota preziosa, accostata ai vasi vintage di Berndt Friberg per Gustavsberg e alla lampada da tavolo di Just Andersen. Il sideboard Elm Branch di Chris Lehrecke, il tappeto custom di Hechizoo e le boiserie in noce di Samuelson Cabinets chiudono l’insieme con profondità materica.Stephen Kent Johnson

Anche la palette segue una logica anti-letterale. «Non cerchiamo di abbinare i colori alla natura», spiega Alonso, «ma un’armonia complessiva che si percepisce entrando e uscendo di casa». Il suggerimento è osservare il paesaggio e tradurlo in texture, opacità e profondità cromatiche che funzionino con la neve come con l’estate, senza mai risultare stagionali.

4. Costruire intimità dentro la grande scala

bagno vasca

Asciugamani Hex Commune x Hamburg House, tavolino Facet di Kieran Kinsella, vasca Boai di Piero Lissoni e rubinetteria Waterworks in ottone naturale, su pavimenti in ardesia verde levigata e tende leggere di Toyine Sellers.Stephen Kent Johnson