Le aggressioni che nelle ultime settimane hanno riportato l’Esquilino e in particolare la zona di Termini in cima alle pagine di cronaca nera hanno suscitato la reazione dei residenti.

Le recenti aggressioni

“Abbiamo deciso di organizzare un sit-in perché non ne possiamo più dei problemi di insicurezza e di degrado che riguardano il territorio” ha spiegato Giovanni Dettori, del comitato Rione Esquilino. “Dall’inizio dell’anno sono stati almeno tre i pestaggi, perché c’è stato anche un turista tedesco aggredito e lasciato quasi ‘in mutande’ lo scorso 8 gennaio”. Ma non ci sono soltanto le recenti, feroci aggressioni.

Chi sta lanciando la mobilitazione, prevista per le ore 11 di sabato 17 gennaio ai giardini Calipari di Piazza Vittorio, non lo fa solo perché preoccupato dagli ultimi episodi di cronaca. Tutto il Rione è attraversato da problemi che attengono la sicurezza e il degrado. La riqualificazione di piazza Pepe, con relativo (acceso) dibattito sulla recinzione da fare o meno, non è più partita. Intanto l’area, a due passi dal teatro Ambra Jovinelli, resta un punto di riferimento per le persone con seri problemi di tossicodipendenza e per i loro pusher. Non solo.

Il degrado e la sicurezza

“Ci sono delle aree, come il giardino di piazza Dante dov’è facile imbattersi in clochard che fanno i propri bisogno in pieno giorno, com’è accaduto al sottoscritto alle quattro del pomeriggio”. Il degrado che si salda quindi alla violenza del branco, lasciano nei cittadini un sentimento di impotenza. “Le zone rosse? Servono solo a spostare il problema”è stato risposto a chi chiedeva se la soluzione potesse essere quella. “Le forze dell’ordine fanno un ottimo lavoro ma poi le persone arrestate vengono immediatamente rilasciate ed è evidente, quindi, che ci sia qualcosa da rivedere nella normativa” ha sottolineato il presidente del comitato Rione Esquilino.

Le parole d’ordine del sit-in

Cosa fare? Il Comitato Abitanti via Bixio, quello denominato Rinascita Esquilino, il comitato Portici Piazza Vittorio e il CdQ Rione Esquilino, nel promuovere il sit-in, chiedono “con urgenza interventi concreti in materia di sicurezza e legalità” perché “non è più rinviabile un intervento delle autorità competenti, essendo a rischio, ogni giorno, l’incolumità delle persone”. Ma c’è altro. “Pensiamo che si debba superare anche il metodo di accoglienza in strada. Non funziona – ha commentato Giovanni Dettori – Non si può pensare di tenere clochard in strada, limitandosi a fornire loro del cibo. Non è accoglienza è misera assistenza quella che l’assessorato alle politiche sociali sta mettendo in campo: non è dignitoso” ed è un altro tema su cui, i comitati del territorio, chiedono sia fatta luce.