Un milanese su dodici è milionario. Lo si apprende dal rapporto annuale di Henley & Partners diffuso venerdì 16 gennaio dal Sole 24 Ore. Si tratta della maggior concentrazione al mondo rispetto a tante altre grandi città (mentre in numeri assoluti Milano è 11essima). Ad esempio, il rapporto è di 1 a 41 a Londra, 1 a 22 a New York, 1 a 14 a Parigi. Per la cronaca, milionari sono coloro che hanno un patrimonio liquido di almeno un milione di dollari, al netto però dei patrimoni immobiliari. In altre parole, non basta possedere un appartamento da un milione di dollari per essere definiti milionari in questa classifica.

Tanti anche i “super milionari”

Secondo i dati, poi, a Milano risiedono 182 “centimilionari” (19esima città per numeri assoluti), ovvero persone con almeno 100 milioni di dollari liquidi. Significa uno ogni 7.692 residenti. Anche in questo caso, Milano supera alcune altre grandi città, come New York (uno ogni 10.757 abitanti) e Londra (uno ogni 25.244).

Previsione di ulteriore crescita

C’è di più. Stando all’analisi di Henley & Partners, Milano è una delle città dove questi numeri sono previsti in “alta crescita”. Come è noto, l’Italia è un terreno fertile per l’arrivo dei super ricchi grazie alla flat tax da 200mila euro a prescindere dal reddito. Nel solo 2025 si calcola che siano arrivati in Italia, usufruendo di questo regime agevolato, circa 3.600 persone, di cui la maggior parte ha scelto Milano come luogo di residenza. Ciascuno di loro ha portato con sé in media oltre 5 milioni di dollari liquidi, per un totale di oltre 20 miliardi.

Fuga da Londra

Secondo tutti gli analisti, Milano ha beneficiato soprattutto della “fuga da Londra” dopo la Brexit, risultando più attrattiva di altre mete grazie alla centralità del business, della finanza e dell’Alta Moda ma anche e forse soprattutto grazie al regime fiscale favorevole (in cui va inclusa anche la tassa di successione del 4%).

Milionari e lavoro

Spesso si è parlato degli effetti dell’arrivo dei milionari e super milionari in città, sottolineando in particolare le possibili storture sul mercato delle abitazioni e il quasi nullo apporto sul mercato del lavoro. È difficile delineare una fotografia precisa dei nuovi residenti super ricchi, perché i dati non sono pubblici, ma secondo alcuni si tratterebbe soprattutto di lavoratori dell’alta finanza. Quindi non persone che creano posti di lavoro. Ma non mancherebbero facoltosissimi imprenditori, in particolare tra i miliardari. Tuttavia non è automatico che questi imprenditori aprano aziende o filiali nei luoghi in cui si trasferiscono.

Più probabilmente l’impatto positivo si ha nei posti di lavoro indiretti, in settori come gli hotel di lusso, gli immobili di pregio, i beni di lusso al dettaglio, la gestione patrimoniale e così via.