Viene esposta al pubblico per la prima volta oggi, 16 gennaio 2026, in occasione della fiera belga VeloFollies, ma non la vedrete mai in negozio o in genere sul mercato.
FTP^2 è una concept bike, ovvero bici non destinata alla produzione, ma pura esplorazione di possibilità reali in termini di innovazione, design, tecnologia, sistemi.
È bici, anzi è una bici a pedalata assistita, che il marchio francese Van Rysel ha creato spingendo ai confini del possibile le sue capacità di ricerca e sviluppo interne, ma soprattutto ha voluto per tratteggiare quelle che potrebbero essere le tendenze della bicicletta sportiva di domani, quella che verrà.
Già di per sé il nome è “muscolare”: FTP^2 sta per “FTP per due”, a indicare la sua ambizione di raddoppiare la potenza di soglia funzionale (FTP) dei ciclisti e far provare all’utente emozioni e velocità di livello professionale.
Come tutte le “concept” la bici non è disponibile al pubblico, rappresenta piuttosto un approccio creativo, un’ispirazione per spingere al limite i confini della velocità, dell’aerodinamica e delle prestazioni integrate.
Sviluppata internamente
L’integrazione è al centro della FTP^2, spingendosi ben oltre i limiti della bicicletta in sé, ma coinvolgendo tutti gli accessori che mediano il rapporto ciclista/mezzo meccanico. Inclusi nel progetto sono un casco, una scarpa e una tuta appositamente progettate: rappresentano il corredo necessario del sistema.
Per Van Rysel si tratta senza dubbio del progetto più complesso mai realizzato dal suo team di sviluppo.
Equipaggiata per il futuro
Il progetto materializza un ecosistema completamente integrato, o se preferite una panoplia di accessori che corredano il cuore nevralgico rappresentato dalla scocca della bicicletta, in fibra di carbonio:
– il cockpit è ispirato alla Formula 1, consente un controllo quasi totale dal manubrio, contribuendo a migliorare la sicurezza.
– l’elettronica è sviluppata internamente, come ad esempio accade al sistema di allaccio integrato delle scarpe e l’illuminazione personalizzabile.
– la scarpa reinventa l’interfaccia bici-ciclista, eliminando i tradizionali sistemi di fissaggio e i pedali a sgancio, pur essendo controllabile in modalità wireless dal cockpit. È un altro esercizio tecnico teso a garantire ulteriore sicurezza e a migliorare l’aerodinamica, eliminando tutti i tradizionali elementi meccanici dalla classica tomaia.
– la tuta dedicata è un body che impiega tessuti avanzati, con imbottiture protettive standard per moto che migliorano ancora aerodinamica e sicurezza.
– il casco è un casco ibrido: combina una base conforme a normative attuali di sicurezza con una calotta aerodinamica in carbonio personalizzata, sviluppata in collaborazione con Swiss Side, che si aggancia direttamente al casco.
Un motore “non regolamentare”
La zona movimento centrale di FTP^2 alloggia un esclusivo motore e-bike che la tedesca MAHLE ha sviluppato appositamente per questo progetto: è in pratica l’evoluzione di un M40, in questo caso customizzato per gli ingombri del telaio e soprattutto per assicurare prestazioni estreme, che superano i limiti convenzionali che sono tenute a rispettare oggi per legge le e-bike.
È una istigazione alla contravvenzione o alla violazione normativa? No, il senso e il messaggio sono che se c’è un ecosistema progettato in base a nuovi canoni di sicurezza, si può anche spingere l’asticella delle prestazioni oltre gli attuali limiti regolamentari.
Quel che è certo è che FTP^2 si libera dai limiti di velocità convenzionali delle e-bike per esplorare ciò che oggi è davvero tecnicamente già raggiungibile. Le infrastrutture dove una bici simile potrebbero essere usate, poi, sono altra questione…
Completano la bici una trasmissione SRAM Red AXS con pedivelle in carbonio Praxis e ruote: SWISS SIDE Hadron³ 850, le più aerodinamiche del marchio elvetico delle ruote.
Wim Van Hoecke, Project Manager FTP^2 e Product Manager E-Bike di VAN RYSEL, ha dichiarato a proposito: «Con il progetto FTP^2, ci siamo deliberatamente allontanati dai tradizionali schemi del settore ciclistico. Per la prima volta, abbiamo realizzato un telaio in carbonio unico, in grado di essere utilizzato nel mondo reale. Raddoppiando l’FTP del ciclista, eliminando i limiti di velocità e sviluppando la nostra elettronica, il nostro cockpit e i nostri tessuti, abbiamo potuto esplorare prestazioni estreme in modo controllato e ponderato».
Ulteriori informazioni: Van Rysel



