Cambia l’architettura dei servizi d’intelligence italiani, pur senza stravolgimenti di sorta, per adattarsi ai mutamenti dello scenario internazionale e alla “guerra ibrida permanente”.
Il Governo interviene sull’organizzazione dell’intelligence. Rispetto alla struttura voluta dall’esecutivo Draghi, la direzione sarà quella del continuo adattamento alle minacce della contemporaneità. Il Dis sarà sempre il perno del sistema dei servizi.
Il Dpcm
Il Dpcm dell’8 gennaio 2026, “in attuazione dell’art. 4, comma 7, della legge 3 agosto 2007, n.124” e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, adotta infatti “il Regolamento che definisce l’ordinamento e l’organizzazione del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), ai sensi dell’art. 43 della legge n. 124/2007”.
Ai sensi dell’art. 26, comma 4, del regolamento, “le disposizioni entreranno in vigore quindici giorni dopo la comunicazione dell’adozione del predetto regolamento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana”.
Conseguentemente, a decorrere dalla stessa data, è abrogata la precedente normativa disciplinata dal Dpcm 21 gennaio 2022, n. 1 (Governo Draghi). Quest’ultimo – visto quel particolare momento storico “emergenziale” – aveva a sua volta ristrutturato il Dis, tra gli altri aspetti “scorporando la cyber” sotto l’egida dell’ACN.
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