di
Rosanna Scardi

Selvaggia Lucarelli: «Questa è la morte civile di ogni giurista». Il penalista Mattia Fontana: «A momenti cado dalla sedia. Il reato è sempre penale per definizione, dire reato penale è un’eresia». Intanto l’influencer avrebbe dato forfait a «Verissimo»

Sta suscitando critiche (e qualche ironia) sui social il lungo post pubblicato da Chiara Ferragni dopo il proscioglimento dall’accusa di truffa aggravata legata ai casi del pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. L’influencer ha raccontato di aver vissuto «due anni a dir poco complessi. Non perché avessi dubbi su me stessa, ma perché vivere sotto giudizio continuo, senza poter rispondere, senza poter spiegare, ti mette alla prova in modo profondo. Mi sono sempre presa la responsabilità per ciò che riguardava la pubblicità ingannevole. Ho capito che era stato un errore, ed era giusto riconoscerlo. L’ho fatto: ho pagato, ho corretto, ho chiesto scusa». 

Ferragni ha poi precisato che il suo compenso nelle campagne oggetto del procedimento era fisso, non legato alle vendite, e che dunque non vi sarebbe stato alcun incentivo economico a trarre in inganno i consumatori: «Ero all’apice della mia immagine e del mio lavoro – prosegue nel post -. Non esisteva alcun motivo, né economico né sensato, per cui io potessi voler ingannare qualcuno. Proprio per questo una cosa è un errore amministrativo, un’altra è un reato penale. E non sono mai state la stessa cosa». Su «reato penale» interviene Selvaggia Lucarelli, definendolo «la morte civile di ogni giurista». «Ho la time line piena di post di avvocati, di laureati in Legge, perfino di magistrati – scrive la giornalista in una storia su Instagram – che correggono passaggi del post. Com’è possibile tacere per due anni e poi non avere qualcuno che ti dice almeno “reato penale” è sbagliato, correggi?».



















































Interviene anche l’avvocato penalista Mattia Fontana: «A momenti cado dalla sedia – afferma in un reel -: l’espressione reato penale è errata, è una ridondanza inutile. Il reato è sempre penale per definizione, dire reato penale è un’eresia». E pubblica la sua analisi giuridica. «Tecnicamente – spiega – la sentenza non è di assoluzione nel merito, ma di proscioglimento per estinzione del reato. Se non ci fossero stati i presupposti per un processo penale, il processo non sarebbe iniziato. I presupposti c’erano e infatti è stata fissata un’udienza. Avendo i consumatori ritirato le querele a seguito del risarcimento di oltre tre milioni versati da Ferragni, è venuta meno la condizione di procedibilità. Il reato è stato derubricato da truffa aggravata a truffa semplice. E dal momento che è procedibile a querela, sono venuti meno i presupposti non per iniziare il processo ma per proseguirlo». L’avvocato contesta le parole dell’influencer anche quando scrive che non rappresenterebbe «un’assoluzione a metà». «Non è che la decisione del giudice è un’assoluzione a metà – ribadisce Fontana -. Non è proprio un’assoluzione, il giudice ha constatato che mancavano le querele per far proseguire il processo».

Chiara Ferragni ha postato anche gli abbracci con i familiari: la sorella Valentina e la mamma Marina Di Guardo, che commenta il suo post con un «grandissimo amore mio». A far discutere è anche il forfait a «Verissimo». Secondo indiscrezioni l’imprenditrice digitale era pronta a sbarcare nel salotto di Silvia Toffanin che stava lavorando all’intervista. La registrazione era prevista la prossima settimana. L’imprenditrice in extremis ha cambiato idea e ha deciso di declinare l’invito.


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16 gennaio 2026