Il punto serale sulle notizie del giorno
Iscriviti e ricevi le notizie via email
Ci sono Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti in smoking, ci sono le veline (sono sei altissime e naturalmente bellissime: Alessia Anzioli, Lavinia Circeo, Ginevra Festa, Lara Granata, Nausica Marasca e Virginia Stablum) c’è anche l’orchestra di Demo Morselli. Tutto in uno studio nuovo, rinnovato per cinque puntate speciali. «Lo studio è lo stesso ma più grande. Hanno grattato le pareti da una parte e dall’altra. Ci siamo dovuti fermare quando siamo entrati nel camerino di Silvia Toffanin…». Tra una battuta e l’altra Antonio Ricci è pronto per una nuova sfida che partirà giovedì 22 gennaio. Certo «dovevamo andare in onda a novembre poi per motivi insondabili, che tengo per me, siamo arrivati a gennaio». Ma lo spirito di Antonio non cambia, anzi. E chiarisce: «Solo dei pazzi potevano pensare che mediaset rinunciasse al brand di Striscia».
APPROFONDIMENTI
La prima serata
Per lui è una sfida e non un intoppo nella sua lunga carriera, chiarisce a chi gli chiede del passaggio dalla quotidianità al prime-time: «Non è un intoppo. È 45 anni che faccio trasmissioni televisive di successo, ho vinto più telegatti di tutti.
Potevo mollare 10 anni fa e invece sono ancora qui con lo stesso entusiasmo. A me piacciono le sfide. Se mi chiedono dei prime-time, io li faccio. Ben sapendo che andremo contro la fiction più forte di Rai 1, contro il mio programma preferito “Splendida Cornice” di Geppi e contro le partite che via, via ci saranno.. Io cercherò di tamponare Don Matteo, ma quello che mi appassiona di più è fare un buon lavoro».
Sicuramente non la vive come un contentino… «Nel mondo spietato, sanguinario della televisione non esiste il termine contentino. Noi non facciamo una trasmissione contentino ma una trasmissione che piaccia».
Il sistema Signorini
Poi parla dello scandalo che ha coinvolto Alfonso Signorini: «Per dimostrare il ‘sistema Signorini’ non bastano due ragazzi. Ci vogliono quei 100 che promette di avere Corona, ma ne basterebbero anche 50 o 30. Queste denunce andrebbero fatte, ma per ora ne abbiamo viste solo due. Questo fa pensare che a Signorini resterà tutto lo sfregio del mondo, ma il ‘sistema Signorini’ è ancora da dimostrare. Quindi cautela».
La Ruota della Fortuna
Cosa ne pensa Antonio Ricci de La Ruota della Fortuna, del programma che ha preso il posto di Striscia la Notizia? «È un programma perfetto, fatto da grandissimi professionisti come Gerry e da Samira. Una trasmissione per un pubblico sia giovane, che anziano. Dall’altra parte – sorride Antonio – la Settimana Enigmistica serve nelle Rsa per tenere sveglie le persone. Scherzi a parte non posso far altro che complementari con loro, è un programma fatto bene. In estate quando l’editore decide di anticipare la partenza de La Ruota della Fortuna a luglio mi ha chiesto cosa ne pensassi. “Io ne penso bene se la Rai non se ne accorge. Partire a luglio e andare avanti è la strategia vincente. Giochi d’anticipo sul tuo avversario”. Se avessero messo Pino Insegno da subito, la valanga Gerry poteva essere tamponata. Invece è arrivato sul gobbone della trasmissione dei “Pacchi” in maniera incontenibile. L’editore ci aveva chiesto di tenerci pronti per metà ottobre se Gerry avesse floppato. E’ chiaro che non è Striscia la notizia, un altro tipo di trasmissione».
Trasmissione vecchia
Quello che non è piaciuto a Ricci però è stata l’etichetta di trasmissione vecchia. «Un’accusa infiammabile. Siamo il programma più giovane, più moderno e sul pezzo che si possa vedere in televisione. Da gennaio in avanti abbiamo provato 20 rubriche nuove con inviati nuovi. Siamo un programma unico di cui tutti, anche all’estero parlano e studiano». Il futuro di Striscia? «Se vogliamo buttarlo via, buttiamo via. Ma chi può pensare di farlo? Solo degli abelinati (in genovese: co….e, ndr). Esistono degli abelinati in giro? Si esistono»
Gli ospiti speciali
La trasmissione, poi spiega: «Durerà fino poco dopo la mezzanotte. Cinque puntate speciali per cui ci fermeremo prima del Festival di Sanremo con il quale potremmo solo pre-polemilizzare ma non polemizzare». Ma le novità sono gli ospiti speciali che Antonio Ricci annuncia per la prima puntata: Maria De Filippi, Giovannino e Tina Cipollari ma anche Alex Del Piero.
Dettagli: «Non avendo più il povero ciclista (Vittorio Brumotti, ndr) a mettere le cacche sulle macchine di chi parcheggia sul posto dei disabili, abbiamo preso Maria De Filippi accompagnata Giovannino e Tina Cipollari… Vedrete le reazioni davanti delle persone davanti a questo tris di assi». E poi non avendo più Capitan ventosa, «abbiamo chiesto ad Alex Del Piero di essere il nostro “Capitan Alex”. E poi la criminologa Roberta Bruzzone che seguirà in carne e ossa la rubrica “Striscia Criminale”.

Gli inviati
Spazio ancora al Tapiro e a Valerio Staffelli che seguirà anche un’altra rubrica sul sociale. Ai nastri di partenza gli inviati Luca Abete, Dario Ballantini, Rajae Bezzaz, Antonio Casanova, Jimmy Ghione, Giuseppe Longinotti, Enrico Lucci, Michele Macrì, Francesco Mazza e Moreno Morello.
Pronti, con le loro rubriche satiriche Cristiano Militello, Barbascura X e Rosaria Rollo. Altri inviati, noti e non, arricchiranno la squadra nel corso delle puntate, perché chi fa l’inviato di Striscia… lo è per sempre.
Affari tuoi
Poi parla di Affari tuoi: «La Rai continua a mandare in onda un gioco che induce al gioco d’azzardo, una delle cose più schifose che esista perché rovina i più deboli con problemi incredibili. Per ottenere risultati con l’esordiente De Martino su una rete dormigliona come Rai Uno – ha poi incalzato -, la Rai è partita con una delle sue edizioni più taroccate, perché dovevano ammazzare il fellone Amadues che li aveva mollati». Durante l’ultima conferenza stampa «fatta insieme l’anno scorso, ho detto che noi non ce la saremmo più presa con i pacchi perché era un modo per fargli pubblicità, poi Max Giusti durante un podcast ha detto che avevano un budget che non doveva sforare i 30mila euro di media per ogni puntata – ha ribadito Ricci -. Noi ci siamo trovati davanti una notizia clamorosa: la fortuna e la casualità non esistevano perché alla fine dell’anno si doveva stare in quei conti lì, 30mila a puntata». «Questi ti fanno capire che tutte le sere puoi vincere 300mila, invece no. Ci sarà quindi gente fortunata, ma poi la storia dei numeri fortunati è quella che ha sempre guidato la baracca. Noi adesso abbiamo una documentazione su come sono andate le cose, i numeri fortunati, e la cosa più grave è che la Rai continua a mandare in onda un gioco che induce al gioco d’azzardo» ha concluso Ricci.
© RIPRODUZIONE RISERVATA