di
Claudia Voltattorni
L’Istat certifica che dal 2021il «carrello della spesa» è corso molto più del tasso d’inflazione. Bankitalia: calano i consumi, ma sale il risparmio
Più 24% in 5 anni. Sette punti in più rispetto all’inflazione. L’Istat certifica che dal 2021 il prezzo dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto «carrello della spesa», è corso molto più del tasso d’inflazione, salito del 17,1%. I beni energetici hanno registrato un aumento cumulato del 34,1%.
E proprio sui maxi-rincari nel settore alimentare appena pochi giorni fa l’Antitrust ha aperto un’indagine dopo aver rilevato aumenti dei prezzi anche del 24,9% dall’ottobre 2024 all’ottobre 2025, ben oltre l’inflazione di quel periodo, al 17,3%. I nuovi dati Istat confermano la tendenza.
E anche il mese di dicembre ha registrato l’aumento, con l’inflazione salita in un mese dell’1,2%, e dell’1,5% in media nel 2025 (nel 2024 era dell’1%).
Più sostenuti gli aumenti per alimentari e bevande con +2,9% e tutto il carrello della spesa cresciuto in dicembre dell’1,9% (rispetto al mese precedente) e del 2,4% rispetto al 2024. Ma l’Istat sottolinea anche che «sull’andamento dell’inflazione media annua pesa la dinamica dei prezzi dei beni energetici regolamentati (saliti a +16,2% da -0,2% del 2024), degli energetici non regolamentati (-3,8% da -11,3%) e dei beni alimentari non lavorati (+3,4% da +2,3%).
Per le associazioni dei consumatori si tratta di «una stangata». L’Unc calcola una spesa annua aggiuntiva a famiglia di 561 euro, di cui 269 solo per cibi e bevande. «È grave – dice il presidente Massimiliano Dona – che a decollare rispetto a due anni fa siano proprio le spese obbligate». L’Istat sottolinea che per le famiglie con minore capacità di spesa, l’indice dei prezzi al consumo è passato dallo 0,1% del 2024 all’1,7% del 2025.
Nel suo primo bollettino del 2026, Bankitalia segnala che se i consumi salgono «in misura marginale», cresce la tendenza al risparmio degli italiani salita all’11,4%, «uno dei valori più elevati degli ultimi 15 anni». Ma «restano incerte» le prospettive per le imprese, sia per le tensioni internazionali, sia per «l’intensificarsi della concorrenza cinese in diversi comparti». Per il 2025 Bankitalia calcola un Pil allo 0,6%, altrettanto per il 2026 e una lieve risalita allo 0,8% nel 2027. Per l’Eurosistema, dopo il +1,4% del 2025, è previsto un +1,2% nel 2026.
17 gennaio 2026 ( modifica il 17 gennaio 2026 | 07:56)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
