Osservatorio prezzi di ricarica: prezzi stabili anche in dicembre, ma con la buona notizia del calo delle colonnine più potenti le HPC, ora in media a 0,75/kWh. Lo stesso costo delle DC. Ricordiamo che, per essere più conveniente del viaggiarea a benzina, il prezzo non deve superare i 60/65 centesimi. 

Osservatorio prezzi di ricaricaTra tanti nuovi arrivi, 5 operatori (tra cui Acea, E.on e Shell e Area) hanno abbandonato

Come al solito la rilevazione è stata effettuata da Adiconsum e TARIFFEV, che hanno pubblicato anche un report sull’intero 2025  Un anno segnato dall’arrivo di molti nuovi operatori, soprattutto nelle stazioni più potenti. Ma anche dall’addio di 5 marchi che hanno abbandonato il servizio: Ewego, Shell Recharge , Acea, Twl e E.on. Qui a destra riportiamo i prezzi medi di dicembre. Ma rimane sempre valido il consiglio di verificare, davanti alla colonnina dove si vuole ricaricare tramite app specializzate, quale EMSP offre la tariffa più bassa. Adiconsum auspica che “il 2026 possa portare novità nel classificare la ricarica pubblica come servizio di pubblica utilità. Promuovendo trasparenza, equità e accessibilità e una diminuzione dei prezzi visto l’ottimo andamento delle vendite”. In generale, comunque, la situazione è migliorata. C’è più concorrenza tra operatori. E continua a intensificarsi la rete di ricarica nelle autostrade, con nuovi operatori come Atlante e Ionity.

Osservatorio prezzi di ricarica Osservatorio prezzi di ricarica: la pagella del 2025

Per quanto riguarda il bilancio dell’intero 2025, l’Osservatorio parla di prezzi medi annui stabili, ma elevati. Con le AC (lente) 0,62 €/kWh; le DC (veloci) 0,73 €/kWh; le HPC (ultra-veloci) 0,75 €/kWh. Non siamo lontani dai valori di dicembre. La rete è cresciuta, arrivando a circa 70.000 punti totali, non pochi in rapporto al numero di auto circolanti. Persiste il disallineamento (in negativo) dal PUN. Il Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica ha registrato cali cumulativi del 15-30% rispetto a dicembre 2024 in vari mesi, ma le tariffe al consumatore non hanno seguito il trend. Mantenendo margini elevati per le aziende della ricarica, che devono rientrare dai loro investimenti. Tra i trend positivi l’Osservatorio cita la  maggiore concorrenza (più operatori esteri/low-cost), promozioni estive, tariffe orarie scontate e abbonamenti. Ma Italia resta tra i Paesi UE più cari per ricarica pubblica. I problemi strutturali restano l’opacità tariffaria, la mancanza di regolamentazione, e le disuguaglianze territoriali, con le colonnine concentrate al Nord.