di
Daniela Corneo
In Emilia-Romagna nel 2025 banditi 1.497 posti: ne sono stati assegnati 1.149. Ci sono specialità piene al 100% e altre vuote. La Medicina d’urgenza per i medici dei Ps ferma al 43% di copertura. Il caso di Anestesia a Bologna e di Ginecologia a Ferrara: «Serve una programmazione migliore»
Ci sono specializzazioni che han fatto l’en plein riempiendo tutti i posti che erano stati messi a bando e altre da cui i giovani medici sono fuggiti a gambe levate, lasciandole in alcuni casi totalmente sguarnite.
I posti banditi e quelli occupati
Nell’analisi dei posti di specializzazione banditi e assegnati nelle quattro aziende universitarie ospedaliere dell’Emilia-Romagna (Bologna, Modena, Ferrara, Parma) nel 2025 emerge che, rispetto al 2024, è cresciuta in tutta la regione la percentuale di occupazione delle scuole di specializzazione: era stato occupato il 72% dei posti nel 2024, si è saliti a quasi il 77% l’anno scorso.
L’aumento dei giovani medici iscritti
In linea con il dato nazionale, a fronte di un numero di posti banditi sostanzialmente rimasto quasi invariato (1.497 nel 2025, erano stati 1.483 nel 2024), anche in Emilia-Romagna sono aumentati gli iscritti ai concorsi: da 980 del 2024 a 1.163 nel 2025.
Le specializzazioni al 100%
Un aumento degli iscritti che ha portato, di conseguenza, a riempire più posti messi a bando e a distribuirsi meglio tra le varie specializzazioni.
Ma ce ne sono alcune che di buco non ne lasciano nemmeno uno: a livello regionale, tra le specializzazioni per cui erano stati banditi meno di 20 posti che sono state riempite completamente ci sono Allergologia (8 posti banditi), Chirurgia maxillo facciale (8 posti), Chirurgia pediatrica (5 posti), Chirurgia plastica ed estetica (5 posti), Chirurgia vascolare (14 posti), Dermatologia (14 posti), Medicina dello sport (7 posti), Medicina legale (17 posti), Oftalmologia (19), Reumatologia (8 posti), Scienza dell’alimentazione (7 posti).
Le più ambite: Pediatria, Ginecologia, Malattie cardiovascolari
Poi si sale con il numero dei posti banditi, ma sono stati comunque tutti assegnati nel 2025: Neuropsichiatria infantile (20 posti), Endocrinologia (20 posti), Ginecologia (64 posti), Malattie dell’apparato cardiovascolare (64 posti) e dell’apparato digerente (25), Medicina del Lavoro (29), Neurologia (29), Ortopedia (53), Otorinolaringoiatria (25), Pediatria (99), Radiodiagnostica (55).
Le scuole che non ha scelto nessuno
In assoluto fanalino di coda delle specializzazioni in Emilia-Romagna, con zero posti occupati, ci sono state nel 2025, così come l’anno prima, Farmacologia e tossicologia clinica e Statistica e biometria: nessuno le ha scelte.
Cosa succede alla Medicina d’urgenza e alla Chirurgia generale
Ma sono altri i dati che fanno riflettere: quel 42% di posti occupati in Chirurgia generale; il 43% di posti occupati in Medicina d’urgenza che deve formare i futuri medici del Pronto soccorso; il 48% di Ematologia, il 27% in Medicina di comunità e delle cure primarie, il 31% di Medicina delle cure palliative, solo per citare le specializzazioni che non sono arrivate nemmeno alla metà dei posti coperti.
I posti banditi a Bologna, Modena, Ferrara, Parma
Facendo un raffronto tra le quattro aziende emiliano-romagnole, il maggior numero di posti di specializzazione banditi sono stati quelli dell’Università di Bologna: 546 posti messi a concorso, occupati 464, ovvero l’85%, percentuale in crescita rispetto all’80% del 2024. A Parma ne sono stati banditi 265 e assegnati 199 (75% contro il 66% del 2024); a Ferrara a bando ce n’erano 291, ma ne sono stati coperti 208 (71% contro il 65% del 2024); a Modena coperto il 70% dei 395 posti banditi, ovvero 278 posti.
Cosa è successo dopo il Covid
«C’è stata una fase attorno al 2010 — spiega Massimo Minerva, presidente dell’Associazione Liberi specializzandi che dal 2018 si batte per tutelare i diritti dei medici in formazione — in cui c’erano tantissimi candidati per le specializzazioni e pochissimi posti: per ogni posto c’erano due candidati; dopo il Covid si è esagerato e sono stati messi più posti che candidati, con il risultato che ci sono specializzazioni molto gradite che si riempiono e altre che restano vuote: c’è un’incapacità di programmare i posti e di rendere il sistema efficiente».
Il caso di Anestesia a Bologna
I posti li bandisce il Miur concordandoli con il ministero della Salute, ma non sempre, rileva Minerva, c’è una lettura dei dati tale da fare programmazioni idonee. Un esempio su tutti: Anestesia a Bologna ha sempre fatto il pienone; tanti posti banditi, tanti assegnati. Erano 52 nel 2024, ma invece che confermarli, nel 2025 il ministero ne ha banditi di meno, ovvero 41. «Bologna — spiega Minerva — è una delle poche sedi in cui vengono sempre occupati tutti i posti in Anestesia, mentre non succede la stessa cosa a Ferrara». Qui erano 38 nel 2024, coperti 14; sono rimasti 38 nel 2025, coperti 17. «Se chi prende le decisioni — dice Minerva — guardasse i numeri in modo approfondito, non prenderebbe cantonate come quelle di Anestesia».
Minerva (Als): «Serve una lettura attenta dei dati»
E poi leggere i numeri aiuterebbe ad analizzare le dinamiche in certe aziende. «Da Ginecologia, una delle specializzazioni sempre piene, tra il ‘20 e il ‘24 a livello nazionale se n’è andato il 10,2% degli specializzandi, mentre a Ferrara il 28,3%, ovvero 13 persone su 48. Analizzare i numeri e mandare i controlli, previsti per legge, in alcune realtà, aiuterebbe a capire cosa sta accadendo», spiega Minerva che si batte da anni per i diritti e il giusto utilizzo degli specializzandi, spesso sottoposti a carichi di lavoro oltre le soglie consentite dalla norma.
daniela.corneo@rcs.it
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17 gennaio 2026
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