di
Leonard Berberi
L’effetto di Ozempic e simili sul trasporto aereo: una riduzione del peso dei passeggeri del 10% porterebbe a un taglio dei consumi di cherosene dell’1,5%
La diffusione dei farmaci dimagranti in Europa potrebbe aiutare le compagnie aeree del continente a risparmiare circa un miliardo di euro quest’anno grazie a un minore consumo di carburante. Ma chi spera che questa riduzione dei costi finirà per far diminuire il prezzo medio dei biglietti dovrà ricredersi: questo non succederà, come conferma più di un dirigente del settore. È quanto emerge dai calcoli del Corriere. Questo perché più un velivolo pesa, più carburante consuma.
Il numero — che si basa sui dati ufficiali della Iata e dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) — ricalca l’analisi effettuata nei giorni scorsi da Jefferies. Gli esperti della banca d’affari hanno scritto ai clienti che le aviolinee potrebbero ritrovarsi a essere beneficiari inattesi del boom dei farmaci dimagranti negli Stati Uniti. Con lo sbarco del medicinale anche in forma di pillola, una diffusione su larga scala nella società potrebbe ridurre i costi del carburante e aumentare gli utili dei vettori.
Secondo la Iata, la principale associazione internazionale delle aviolinee, nel 2026 il cherosene rappresenterà poco meno del 26% dei costi operativi del settore (25,7% per l’esattezza), in calo dal 26,8% dell’anno passato. Questo significa che su scala mondiale i vettori spenderanno in dodici mesi 252 miliardi di dollari (217 miliardi di euro, al cambio odierno) per il carburante. Un dato che in Europa si attesterà attorno ai 65 miliardi di euro. In molti casi è la voce di spesa più significativa per le compagnie aeree.
L’utilizzo dei farmaci dimagranti (come Ozempic), soprattutto negli Usa ma sempre più anche in Europa, secondo gli esperti è destinato a crescere grazie all’arrivo della prima pillola contro l’obesità di Novo Nordisk, mentre un prodotto analogo di Eli Lilly non è lontano. Eliminando la necessità di autoiniezioni — come avviene finora — le pillole dovrebbero attirare molti nuovi pazienti verso i trattamenti contro l’obesità.
«Una società più magra = minori consumi di carburante», scrivono nella nota gli analisti di Jefferies, stimando l’impatto sui principali vettori statunitensi (American Airlines, Delta Air Lines, United Airlines e Southwest Airlines). «Le aviolinee hanno una lunga storia di attenzione maniacale al risparmio di peso sugli aeromobili, dalle olive (ovviamente denocciolate) alla grammatura della carta».
Secondo la banca d’affari, una riduzione del 10% del peso medio dei passeggeri potrebbe tradursi in un risparmio di circa il 2% del peso totale dell’aereo, in costi del carburante più bassi fino all’1,5% e in un aumento degli utili per azione fino al 4%. Per questo le quattro compagnie nel 2026 dovrebbero vedere la bolletta complessiva del carburante attestarsi attorno ai 36 miliardi di euro, con un risparmio (virtuale) di 500 milioni di euro.
E in Europa? Quest’anno, sulla base dei parametri del settore, oltre 850 milioni di adulti prenderanno un volo nel continente. Secondo il più recente studio commissionato da Easa, il peso medio di ciascun viaggiatore maggiorenne è di 76,3 chilogrammi. Tenendo fisso, nel calcolo, il valore del 10% di riduzione del peso medio — come stabilito dall’analisi di Jefferies — e sulla base dei costi complessivi per il cherosene, ecco che i risparmi per i vettori europei si attesterebbero a quota 969 milioni di euro.
E questo, come ricorda la banca d’affari nel report, al netto della diminuzione di ulteriore peso del velivolo per la minore richiesta di snack acquistati a bordo. Per un settore che è costantemente alla ricerca di modi, anche innovativi, per risparmiare sui costi operativi, le pillole dimagranti sono di certo una buona notizia. Nel 2018 United Airlines ha stampato la rivista di bordo «Hemisphere» su carta più leggera, riducendo il peso di circa 30 grammi per copia: una mossa che, da sola, ha fatto risparmiare 640 mila litri di carburante e 250 mila euro, ricorda Jefferies.
17 gennaio 2026
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