Dunque la scorsa settimana è sbarcato anche in Italia, come ultimo servizio di streaming video dopo Netflix, Amazon Prime Video, Disney+ e Paramount+, anche HBO Max, l’offerta del gigante globale WarnerBros Discovery già presente in moltissimi Paesi, detentore dei diritti di un catalogo sterminato di contenuti, che vanno da «Harry Potter» (nascerà una serie il prossimo anno) a «Friends», da «Superman» ai titoli più di culto come «Succession», «Il trono di spade», «The White Lotus» o le ultime in arrivo come «Heated Rivalry» (serie di successo negli Usa e in Canada) o la seconda stagione di «The Pitt».
Ma cosa cambia per lo scenario mediale italiano? Arrivare per ultimi non è facile, specie in un contesto nazionale giunto quasi a saturazione: secondo l’analisi realizzata da CeRTA e Sensemakers per «Annuario della TV» in Italia quasi 12 milioni di famiglie hanno almeno un abbonamento a un servizio di streaming, e la disponibilità a pagare arriva fino a due sottoscrizioni per famiglia. Si tratta di più del 50% della popolazione, che è un tetto per l’attitudine a pagare per l’intrattenimento. Si possono immaginare tre strade: la crescita ulteriore degli abbonamenti con la pubblicità, che costano meno; una maggiore competizione fra i diversi servizi per «conquistare» o «fidelizzare»; un’estensione dell’offerta delle piattaforme verso contenuti fino ad oggi tipici delle reti (lo sport, e il calcio, come già avvenuto con Dazn; gli eventi live).
D’altronde l’utilizzo delle piattaforme di streaming resta minoritario rispetto alla Tv tradizionale, come attestano i dati dell’intero 2025: se nel giorno medio la Tv lineare raggiunge 7,7 milioni di spettatori medi (quasi 18 milioni nel prime time), il dato complessivo che include anche tutti i servizi di streaming si ferma a 1,8 milioni di spettatori medi e 3,9 milioni nel prime time. Sugli scenari futuri entrano in gioco due fattori: le grandi acquisizioni globali (se avverrà una fusione fra Netflix e HBO Max il catalogo sarà irresistibile) e il valore dei prodotti originali: molti titoli di HBO Max restano in co-esclusiva con Sky, ma – per una scelta un po’ incomprensibile – i cataloghi completi delle stesse serie non saranno più visibili sulla pay
In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione su dati Auditel
17 gennaio 2026
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