di
Leonardo Bardazzi

Alla compagna di una vita l’eredità di un club senza un euro di debiti: «Il futuro viola? Lo deciderà lei». L’arrivo di Paratici e la possibile cessione

«Il Viola Park? L’ha voluto mia moglie». Catherine, Catherine, Catherine. Rocco Commisso non perdeva occasione per nominarla, per far capire al mondo quanto fosse importante per lui. E non solo come compagna di vita di qualche anno più giovane di lui e conosciuta quando appena erano ragazzi. Sarà lei, ora che l’amato Rocco non c’è più, a scegliere il futuro viola: «Non vendo la Fiorentina», aveva fatto sapere lo stesso patron a fine 2025, nonostante le voci che si rincorrevano sulla sua salute, la classifica disastrosa della squadra, la contestazione della città e la sua assenza da Firenze che durava dalla primavera scorsa.

Le cose adesso potrebbero cambiare, anche perché il fresco annuncio di Fabio Paratici come direttore sportivo della rivoluzione, allarga il cerchio dei contatti internazionali. Presto sapremo. Quel che è certo è che la strategia comunicativa della Fiorentina in queste settimane era cambiata: «Io e mia moglie Catherine seguiamo passo per passo la squadra», aveva ribadito lo stesso presidente. «Il presidente Commisso e sua moglie Catherine hanno telefonato a Vanoli e alla squadra per congratularsi», scriveva la stessa Fiorentina dopo gli ultimi risultati (vittoria con la Cremonese, pareggi con Lazio e Milan) della squadra.
 
Un modo per mettere sempre più al centro di tutto lei, l’anima gemella del patron, in una sorta di passaggio di testimone che, almeno per l’immediato presente, non dovrà creare scossoni all’interno del club.



















































Avevano appena festeggiato 50 anni di matrimonio, Rocco e Catherine. Sempre a fianco del marito, italo-americana come lui (la sua famiglia è calabrese e originaria di Roccella Jonica, paese a due passi da Marina di Gioiosa), silenziosa ma onnipresente, la signora Commisso in questi anni si è occupata della costruzione del Viola Park (perfino l’olio prodotto a Bagno a Ripoli si chiama «Caterina»), dei rapporti col Comune di Firenze sulla questione della ristrutturazione dello stadio Franchi, della diplomazia (con Sara Funaro fu fotografata in piazza Duomo in occasione dello Scoppio del Carro pasquale, un episodio che fa capire molto di quanto ci sia di suo nel voler abbassare i toni nei confronti delle istituzioni dopo la guerra fredda con l’ex sindaco Nardella), ma anche del club a 360°, compresi i rapporti con dirigenti, calciatori e ragazzi del settore giovanile. 

Nel Cda della Fiorentina c’è anche Joseph, uno dei figli della coppia (la figlia Marisa invece è sempre rimasta in disparte dalle cose viola), ma come detto in sella adesso c’è Catherine e «deciderà lei il futuro», come più volte confidava Rocco ai suoi fedelissimi.

Da Rocco eredita una Fiorentina coi conti in ordine, senza un euro di debiti con le banche nonostante i maxi (e infruttuosi) investimenti estivi sul mercato e con un asset importante (in attesa del già citato accordo sulla gestione dello stadio) come il centro sportivo più grande d’Italia. Commisso nel giugno 2019 pagò una cifra intorno ai 160 milioni per comprare la Fiorentina dai Della Valle, ai quali aggiungere i 130 spesi per costruire il Viola Park, i 25 (l’anno) della sponsorizzazione Mediacom e le ricapitalizzazioni annuali fatte prima di chiudere i vari bilanci.

La stima parlava di un club da 350-400 milioni di valore complessivo, ora però le cifre potrebbero scendere, soprattutto se la morte del presidente dovesse accelerare l’addio della famiglia alla Fiorentina: la squadra in bilico tra la A e la B e l’incertezza sulla concessione nel nuovo Franchi (con la sindaca ci sono sempre in ballo i famosi 55 milioni da mettere per riqualificare lo stadio e ottenere una concessione di 50 anni dell’impianto) potrebbero frenare gli entusiasmi degli interessati.
 
Nel frattempo c’è una squadra da salvare e un girone di ritorno da affrontare scacciando le paure di questi mesi bui
. Saranno il fido d.g. Alessandro Ferrari — l’uomo che in tutto e per tutto ha sostituito il compianto Joe Barone (scomparso improvvisamente nel marzo 2024) come braccio destro del presidente — e l’a.d. e uomo dei conti anche alla Mediacom Mark Stephan (non a caso sempre più presente a Firenze in questi mesi di malattia di Commisso) a gestire il club dall’Italia per conto della proprietà. Rocco chiamava mille volte al giorno, e pazienza se la salute non era più quella di una volte. Catherine ha un carattere diverso ma non meno determinazione: il tempo dirà come sceglierà di gestire la Fiorentina.

A febbraio, come detto, arriverà anche Paratici ad affiancare Roberto Goretti sul mercato e nella gestione della squadra, ma le scelte finali sul futuro la farà lei, la signora Catherine: tenere duro come avrebbe voluto suo marito e inseguire il successo (solo sfiorato, con quelle tre finali di coppa perse) anche nell’amata Italia del pallone, oppure passare la mano ed evitare oneri e onori di dover gestire una squadra di calcio dall’altra parte dell’oceano.


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18 gennaio 2026