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Redazione Economia
Dove è finito il progetto, nato con un decreto del 2023, per la trasparenza prezzi, voluto anche dall’Unione Nazionale Consumatori? La bocciatura del Consiglio di Stato e l’app di terze parti, mentre si allineano le accise
Che fine ha fatto l’app carburanti? Dove è finito il progetto nato con un decreto (D.L. n. 5/2023) per la trasparenza prezzi, voluto anche dall’UNC (Unione Nazionale Consumatori)? A distanza di tre anni l’applicazione non è mai stata realizzata, nonostante i ripetuti richiami di associazioni dei consumatori, che la consideravano uno strumento utile, anche in concomitanza con la discussione di riforme più ampie sulla rete dei carburanti.
Il contesto
L’idea di un’app ufficiale per i prezzi dei carburanti è stata introdotta con un decreto legge nel gennaio 2023, in un contesto di maggiore trasparenza (il cosiddetto “decreto trasparenza”). L’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha sostenuto l’iniziativa, vedendo nell’app un modo per aiutare gli automobilisti a trovare prezzi migliori. Si tratta di un’applicazione istituzionale, che avrebbe dovuto permettere ai consumatori di consultare i prezzi in tempo reale tramite smartphone. App finanziata con 500.000 euro per il 2023 e 100.000 euro annui a partire dal 2024. Tuttavia, a inizio 2026, lo strumento non è ancora operativo.
Il progetto in stand by
Nonostante l’entusiasmo iniziale e la necessità percepita, il progetto è rimasto «sulla carta» e sembra ora essere scomparso dalla circolazione senza che se ne sia saputo più nulla, come segnalato anche dall’UNC. L’associazione ha continuato a chiedere aggiornamenti e la realizzazione dell’app, anche nel contesto delle riforme più recenti della rete carburanti, evidenziando l’utilità di tale strumento. Ma al momento l’app benzina promessa è un progetto in stand-by o abbandonato, nonostante le pressioni da parte delle associazioni dei consumatori.
La lente sul ministero
Massimiliano Dona, presidente dell’UNC, ha più volte criticato il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) per la mancata realizzazione dell’app mentre i costi dei carburanti continuano a subire rincari. Ma il progetto era strettamente legato all’obbligo dei distributori di esporre i prezzi medi regionali. Obbligo bocciato dal Consiglio di Stato nel 2024, complicando ulteriormente l’attuazione del decreto originale. Così i consumatori devono continuare a fare affidamento sul portale web Osservaprezzi Carburanti del Ministero o su applicazioni di terze parti.
L’allineamento delle accise
Ora l’attenzione delle associazioni si è spostata sul nuovo riordino delle accise, che prevede un progressivo allineamento tra le tasse su benzina e gasolio. L’obiettivo principale della riforma è l’eliminazione dei cosiddetti «sussidi ambientalmente dannosi», eliminando il vantaggio fiscale storicamente riservato al diesel.
Le variazioni di prezzo alla pompa:
Per la benzina parliamo di una riduzione dell’accisa di 4,05 centesimi di euro al litro. Al contempo per il gasolio (Diesel) parliamo di un aumento dell’accisa di 4,05 centesimi di euro al litro. Con un impatto fiscale complessivo, considerando l’applicazione dell’IVA al 22% sulle accise, di circa 4,94 centesimi di euro al litro per entrambi i carburanti.
18 gennaio 2026
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