Un viaggio tra Seoul e la fabbrica di Busan dove nasce il nuovo Suv ibrido Renault Filante, ma anche l’elettrica Polestar 4. Sempre più stretti i rapporti con il gruppo cinese, con cui si condividono investimenti, società e tecnologie: prossimo passo, collaborare in Europa


Renault fa squadra con Geely in Corea del Sud e Brasile: ecco l’auto francese che guarda al mondo

Renault Grand Koleos e Polestar 4 sulla stessa catena di montaggio di Busan, in Corea

Busan (Corea del Sud) – Si può considerarla banalmente un’auto a marchio francese, realizzata in Corea del Sud utilizzando buona parte della meccanica proveniente dal gruppo cinese Geely, ma significa ragionare al passato, utilizzando una logica di contrapposizione tra aziende occidentali ed asiatiche che non è più nella natura delle cose, almeno se i protagonisti della storia si chiamano Renault e Geely. Filante è uno sport utility lungo 491 centimetri che non vedremo mai sulle nostre strade, ma questo è l’inevitabile dettaglio di un viaggio che ci ha portato a scoprire come l’industria dell’auto riesca ancora a intrigare cambiando però schema. I due gruppi, dalle rispettive sedi di Parigi e Hangzhou, ormai dialogano con un metodo distantissimo dall’idea di Case automobilistiche che si combattono a colpi di sconti e lavorando in solitudine. Filante, che non arriverà in Europa, è invece il tassello di un mosaico più grande che scopriamo in Corea, che si estende al Sud America e che presto potrebbe riguardarci, anche da più vicino del previsto.

Una relazione privilegiata

Per raccontare la storia di Filante siamo andati dove si costruisce, nella fabbrica di Busan di Renault Korea, azienda con oltre 20 anni fa, ma che nel 2024 prende il suo nome attuale cambiando proprietà: appartiene ora al 52.9% al gruppo francese, e con il 34% entra anche Geely. Proprio da quest’indizio si comincia a ricostruire un’interessantissima rete di rapporti finanziari e parentele tecniche. Come la Sport utility Grand Koleos, che ha debuttato appena pochi mesi or sono, Filante utilizza il telaio chiamato CMA e il motore 1,5 full hybrid da 250 cavalli, entrambi di provenienza Geely. Nulla sta accadendo o accadrà a caso.

Filante e Grand Koleos vengono costruite a Busan sulla stessa catena di montaggio di Polestar 4, crossover elettrico del marchio svedese che appartiene proprio alla galassia Geely, come del resto Volvo, Lotus, Lynk & co e Zeekr, oltre al 50% di Smart. L’altra metà è di Mercedes, di cui ancora una volta Geely detiene il 9,7% delle quote e a cui fornisce motori a benzina attraverso l’azienda specializzata Horse, che per inciso ha due maggiori azionisti, cioè ancora Geely e Renault. Il nostro viaggio a Busan dunque chiude il cerchio. Alla domanda se cioè il gruppo francese abbia ancora bisogno di trovare un partner mondiale, dopo il sostanziale allentamento dei rapporti con l’alleato Nissan, la risposta che arriva è meno ovvia del previsto. Renault non è più azienda che ne acquisisce altre o punta a farsi acquistare, ma ormai rientra in una rete di relazioni e accordi per produrre auto differenti sui diversi mercati, per sé stessa e per altri, con Geely in posizione privilegiata di socio, fornitore e cliente al tempo stesso. Il recente accordo con Ford per la realizzazione di due vetture elettriche nello stabilimento di Douai, in Francia, lo dimostra però in una scala evidentemente molto più piccola di quella che ci attende.



















































Verso il mondo che cresce

“Entro il 2027 lanceremo otto nuovi modelli destinati a diverse aree geografiche, facendo leva sui nostri stabilimenti in Turchia, Corea del Sud e Marocco, oltre ad un potenziamento deciso delle nostre attività in India e Brasile”. Fabrice Cambolive, ceo del marchio Renault, ricorda ai giornalisti che hanno visitato la fabbrica di Busan come l’argomento principale sia ragionare sui progressi del “Game Plan 2027”, il grande piano strategico che punta dritto alle maggiori zone di crescita a livello globale. Nell’agosto scorso Renault è diventata unico proprietario dello stabilimento di Chennai in India, acquisendo il 51% delle quote che appartenevano a Nissan e garantendosi una finestra privilegiata sul quarto mercato automobilistico per produzione al mondo. L’impianto sarà aperto a tutte le collaborazioni con altre aziende automobilistiche, ma soprattutto diventerà il trampolino per l’espansione in Asia con Renault Duster, destinata ad essere venduta in oltre 30 Paesi. L’obiettivo già raggiunto era quello di toccare il 37% delle vendite al di fuori dell’Europa, ma per andare oltre tornerà in campo l’alleato Geely.  

Il 18 novembre 2025 è stata formalizzata la cessione al gruppo cinese del 26,4% nel capitale di Renault do Brasil, ovvero dello stabilimento di Curitiba. L’operazione di trasformazione vale investimenti congiunti per 3,8 miliardi di dollari, ma soprattutto sposterà in Sud America la stessa strategia adottata dal 2024 da Renault Korea a Busan. Geely si insedierà in Brasile utilizzando l’impianto di Curitiba per produrre il suo Suv elettrico EX5 al fianco di modelli Renault, sulle stesse linee di montaggio. Cioè partecipa, ma non si sobbarca così l’obbligo di acquisto di un intero stabilimento, proprio l’inevitabile tassa di ingresso che il mercato e le normative comunitarie sui dazi sembrano imporre ai gruppi cinesi che si affacciano all’Europa. Legittimo dunque ipotizzare che questo nuovo schema di agilità nei rapporti tra Renault e Geely possa affacciarsi presto anche alle nostre latitudini. Un viaggio dalla Corea del Sud verso gli impianti di Francia e Spagna, già dal 2027.

18 gennaio 2026 ( modifica il 18 gennaio 2026 | 09:28)