di
Alessandra Puato
L’analisi di Ferruccio de Bortoli su vizi e virtù dell’Economia circolare. L’Oroscopo del mercato del mattone nel 2026
L’economia circolare è diventata poco di moda. È in fase di riflusso, così come frena la tutela dell’ambiente. Eppure l’Italia è in testa alle classifiche nel riciclo di diverse categorie di rifiuti. Un primato che va protetto, pur difendendosi dalla concorrenza asiatica sulle materie prime a basso costo e ragionando sull’effettiva efficacia del riuso. Perché, anche nell’economia circolare virtuosa, non sempre tutto funziona.
Affronta l’argomento Ferruccio de Bortoli sull’Economia del Corriere della Sera, in edicola domani con il quotidiano. «Secondo il recente rapporto di Assoambiente — scrive de Bortoli — l’Italia ha bisogno (dati 2024) di 766 milioni di tonnellate di materiali fra minerali metallici, elementi da costruzione, biomassa e prodotti fossili. Di questi il 18% proviene dal riciclo. L’indice di circolarità è del 21,6%. La media europea è del 12,2%. L’obiettivo al 2030 fissato dal Clean industrial deal europeo è il 23,2%. L’Italia ci è già quasi arrivata! E anche nella raccolta differenziata dei rifiuti urbani non siamo messi male». Anzi. Il dato qui citato al 2024 è del 52,3%, su un obiettivo del 60% al 2030.
Record e ritardi
Ma alcune filiere sono in ritardo (come gli scarti elettrici ed elettronici, Raee), nota de Bortoli, e «il mercato non sempre funziona». Per esempio, «si accumulano scarti di vestiti per i quali è complesso il riciclo» mentre «delusioni e frustrazioni mettono in discussione l’intera transizione energetica». E altrove (leggi Asia) si producono materie come la plastica senza badare all’ambiente: importarle non sarebbe un vantaggio. Il dibattito è aperto.
La copertina è dedicata a Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet (Google). In un momento di consumi stagnanti, il gruppo sfida Amazon e la catena americana Walmart. Negli Stati Uniti il colosso di Internet sta testando, infatti, lo shopping guidato dagli algoritmi, con gli assistenti intelligenti.
Che il commercio stia cambiando, come anche i consumi, è testimoniato dall’ultima battaglia della grande distribuzione: quella sulle chiusure domenicali. La proposta è di Coop e ha suscitato un vespaio nel settore, che sta incassando il calo delle vendite per l’inflazione. L’Economia dedica due pagine al tema, con un’intervista ad Angelo Mastrolia. Il presidente esecutivo di NewPrinces, che ha firmato per rilevare Carrefour Italia, annuncia i piani sui supermercati e dice che qualche industria di marca «continua a difendere strutture di prezzo costruite in una fase emergenziale, che non c’è più».
Mozzarelle a Tokyo
Fra i personaggi della settimana c’è Angelo Galeati, co-ceo di Sabelli Group. L’azienda è stata premiata da Mediobanca per il dinamismo: cerca nuovi mercati e per andare Oltreoceano porta la mozzarella congelata (per la pizza) in Giappone. I fratelli Alessandro e Lorenzo Boglione, invece, che guidano BasicNet, si allargano in Europa: raccontano i piani del gruppo di K-Way, Superga, Sebago, Kappa, Woolrich e Sundek.
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18 gennaio 2026
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