In passato aveva lasciato tutti a bocca aperta con MecWilly, il robot umanoide costruito nel 2010 e finito al centro di progetti inattesi: dalla collaborazione con l’Università di Bologna alla fondazione della Scuola per inventori. Stavolta è il turno di una ‘fatica’ altrettanto impressionante: un imponente computer elettromeccanico lungo ben cinque metri. “Ho impiegato nove mesi per progettarlo – spiega a RiminiToday il creatore Roberto Masini -. Occupa un’intera stanza ed è formato da ben 1.100 interruttori elettromeccanici”.

Ex dipendente comunale, Masini coltiva da sempre una passione smisurata per la tecnologia combinata alla meccanica. Da qualche anno ha creato la sua scuola per piccoli inventori, dove, spiega, “insegno la scienza e la tecnica ai bambini per dare loro la possibilità di concretizzare le loro idee”. Il lavoro di Masini non è solo in presenza ma anche online: un mezzo attraverso cui riesce a coordinare e seguire i progetti di chi si trova lontano. Nel mentre, la sua vena inventiva non si arresta, ed è proprio da questa che ha avuto origine la sua ultima creazione.

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Masini, ci spiega come funziona il suo computer?

“Ho realizzato un computer fatto solamente con i relé, 1.100 interruttori elettromeccanici che scattano e possono fare (teoricamente) qualunque cosa possa fare un computer moderno. Ovviamente molto più lentamente, essendo tutto elettromeccanico. L’ho chiamato Teravac e, come si nota dalle foto, occupa un’intera stanza. Il mio scopo, in questi nove mesi di lavoro, era arrivare a qualcosa che mostrasse alle persone il funzionamento dei computer moderni, partendo da un computer con una tecnologia degli anni Trenta. Oggi i computer svolgono tutti i loro processi in modo invisibile e rapido. Nel mio, invece, hai modo di vedere visivamente e ascoltare tutti quei processi che di solito sono nascosti”.

Come si traduce tutto questo in termini pratici?
“Lo spiego con un esempio. A un moderno computer, se noi diamo il comando di eseguire la radice quadrata di un numero, questo ti dà la radice quadrata senza mostrarti, visivamente, i passaggi fatti per arrivare alla soluzione. Con Teravac puoi vedere tutto: una volta impartito il comando, il computer inizierà a ‘schiacciare’ da solo ogni singolo interruttore che permette di arrivare al risultato. Assisterai a una sorta di ‘orchestra’ degli interruttori. E non ci sono limiti di operazioni: puoi chiedergli di fare qualunque cosa faccia un computer moderno, chiaramente in teoria, perché le tempistiche sono molto più lunghe e la memoria è assai inferiore a quella di un pc moderno”.

Roberto MasiniRoberto Masini mentre usa il computer

Che cosa l’ha spinta a realizzarlo?
“La cosa che mi premeva era mostrare alle persone come funziona e cosa c’è dietro un apparecchio moderno come un telefonino o un computer. Far vedere i meccanismi che solitamente sono nascosti, come lavorano questi apparecchi e come si arriva a certi risultati. Chi lo guarda ha una percezione tangibile di quello che, fino a poco prima, rimaneva un concetto astratto. In parte ha influito anche la laurea conseguita in Psicologia per pura passione. Ho persino creato dei sistemi elettromeccanici che riproducono i meccanismi della mente umana: sono affascinato da tutto ciò”.

Che progetti ci sono per Teravac?
“Sto organizzando delle mostre laboratorio in cui ne spiego il funzionamento. Ho parlato di questa invenzione anche a colleghi americani che sono rimasti affascinati, addirittura mi hanno proposto di venire a visitarlo. Con MecWilly abbiamo fatto un sacco di cose, il robot è persino finito all’anagrafe di Rimini come impiegato. Le possibilità sono infinite e i presupposti ci sono tutti”.