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Marco Galluzzo e Redazione Online
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la decisione del presidente americano relativa ai Paesi che hanno inviato soldati in Groenlandia: «Azione Ue non è contro gli Usa, incomprensione su questo»
SEUL – Entra nella saletta riservata al 15esimo piano del Lotte hotel, nel cuore di Seul. Il punto stampa è stato convocato da poche ore. Giorgia Meloni saluta rapidamente i cronisti, si avvicina al microfono, inizia a parlare: «Volevo dirvi che la previsione di un aumento dei dazi nei confronti di quelle nazioni che hanno scelto di contribuire alla sicurezza per la Groenlandia, secondo me, è un errore. E, ovviamente, non la condivido».
Silenzio generale. La faccia della presidente del Consiglio è una maschera di tensione. Tensione che lei stessa aiuta a comprendere, raccontando subito dopo, senza interruzione, quello che ha appena fatto. È la prima da volta da quando si è insediato Trump che lo critica in modo aperto, dicendo che sbaglia. Lo dice in questo modo: «Condivido l’attenzione che la presidenza americana attribuisce alla Groenlandia e in generale all’Artico, che è una zona strategica nella quale chiaramente va evitata una eccessiva ingerenza di attori che possono essere ostili. Ma credo che in questo senso andasse letta la volontà di alcuni paesi europei di inviare le truppe, di partecipare, a una maggiore sicurezza, non nel senso di un’iniziativa fatta nei confronti degli Stati Uniti, ma semmai nei confronti di altri attori».
È la ragione per la quale ha interrotto il programma della sua giornata, ha preso il telefono e chiamato la Casa Bianca: «Credo che sia necessario invece riprendere su questo il dialogo ed evitare una escalation da questo punto di vista ed è quello su cui sto lavorando. Ho sentito sia Donald Trump qualche ora fa, al quale ho detto quello che penso, e ho sentito il segretario Generale della Nato che mi conferma un lavoro che la Nato sta iniziando a fare da questo punto di vista. Chiaramente nel corso della giornata sentirò anche i leader europei. Credo che in questa fase sia molto importante parlarsi ed evitare una escalation perché si può lavorare insieme per raggiungere un obiettivo che è utile e necessario».
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Le viene chiesto se nel presidente americano ha trovato orecchie disponibili ad ascoltare, come è stata accolta la sua telefonata. In un primo tempo sembra non rispondere «Chiaramente – ha aggiunto – mi pare che su questo ci sia stato un problema di comprensione e di comunicazione, per quello che mi riguarda continuo a insistere sul ruolo della Nato e la Nato è il luogo nel quale noi dobbiamo cercare di organizzare insieme strumenti di deterrenza verso ingerenze che possono essere ostili in un territorio che è chiaramente strategico. E credo che il fatto che la Nato abbia cominciato a lavorare su questo sia una buona iniziativa e, a maggior ragione, per questo, perché la Nato ha cominciato a fare questo lavoro».
I cronisti insistono, Trump che le ha risposto? Il livello della tensione che si avverte nella saletta sembra per un attimo scemare, la premier accoglie la curiosità dei cronisti: «Mi pare che fosse interessato ad ascoltare, ma mi pare che dal punto di vista americano non fosse chiaro il messaggio che era arrivato da questa sponda dell’Atlantico. Mi pare che il rischio sia quello che le iniziative di alcuni Paesi europei fossero lette in chiave anti-americana, e invece non era quella l’intenzione che si aveva. Chiaramente – ribadisce il concetto – gli attori che preoccupano sono per tutti altri, però questo messaggio mi è sembrato che non fosse affatto chiaro». Il riferimento è chiaramente legato alla Cina e alla Russia.
Prima di salutare, solo una postilla su Gaza, anche lei ha ricevuto l’invito della Casa Bianca ad entrare nel board: «Penso che l’Italia possa giocare un ruolo di primo piano nella costruzione del piano di pace» in Medio Oriente, «e quindi siamo pronti a fare la nostra parte. Del resto mi pare» che l’Italia sia «un attore molto attivo nella regione, in buoni rapporti con tutti gli altri attori regionali, e quindi siamo contenti e faremo del nostro meglio per dare il nostro contributo, che pensiamo possa fare la differenza».
La politica estera di «un grande Paese come l’Italia non può ridursi all’attesa e all’interpretazione di quello che dirà o farà Trump. I nodi stanno venendo al pettine, anche per Meloni. Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta: la Groenlandia non si tocca, non si vende e non si compra, difendiamo l’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Unione europea», interviene la segretaria Pd Elly Schlein. «Per la prima volta l’Italia appare politicamente incapace di esprimere una vera solidarietà europea. Se la tua unica ambizione è essere il governo più trumpiano d’Europa è inevitabile scivolare nella marginalità ed entrare in contraddizione con il resto dell’Ue».
Bild: «Le forze armate tedesche hanno lasciato la Groenlandia»
«Le forze armate tedesche hanno segretamente lasciato la Groenlandia, senza alcun annuncio, notifica o altra spiegazione. Il portavoce della missione sul posto non ha risposto alle domande o alle chiamate. Nessuna spiegazione è stata fornita nemmeno da Berlino». Lo afferma la Bild. Secondo il quotidiano tedesco, l’ordine di partenza è stato ricevuto da Berlino «solo questa mattina molto presto» e «nessuna spiegazione è stata data alle truppe sul campo», tutti gli appuntamenti in programma hanno dovuto essere cancellati con urgenza. La partenza è avvenuta a mezzogiorno.
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18 gennaio 2026 ( modifica il 18 gennaio 2026 | 15:06)
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