di
Paola De Carolis

Il professore aveva scelto una vita modesta e lontano dai riflettori. Una parte dei quasi 4 milioni che aveva conservato lasciate a organizzazioni solidali

LONDRA – Abitava in un piccolo appartamento pieno di libri e senza tv, per gli spostamenti usava i trasporti pubblici, non gli piaceva essere riconosciuto per strada – troppi selfie – e aveva rinunciato all’offerta di un’onorificenza all’epoca del governo Blair. 

Peter Higgs, professore di fisica di Edimburgo che nel 2013 vinse il premio Nobel per la scoperta della cosiddetta «particella di Dio», il bosone che da allora porta ilo suo nome, Higgs, ha lasciato nel testamento qualcosa come 3,7 milioni di euro.   



















































Una vita piena di scoperte e successi intellettuali vissuta parcamente, senza sprechi, lontano dal rumore della fama: morendo, Higgs ha lasciato la medaglia del Nobel all’università di Edimburgo, dove aveva cominciato la carriera come ricercatore e dove aveva a lungo insegnato. In aggiunta, ha predisposto che circa 200.000 sterline, 230.000 euro, siano distribuite agli enti benefici a lui più cari, Oxfam, la ricerca contro il cancro, Medicins sans frontieres, Save the Children, Amnesty International, un’associazione per le libertà civili e Shelter, una charity che aiuta i senzatetto. 

Il resto – due appartamenti nella città scozzese e diversi investimenti – andrà alla famiglia.

Higgs si è spento dopo una breve malattia nell’aprile 2024, all’età di 94 anni. Era stato il primo a ipotizzare l’esistenza di una molecola in grado di dare massa ad altre particelle elementari, poi scoperta nel 2012 al Cern. Il Nobel era stato conferito a lui e al fisico belga Francois Englert l’anno successivo.

18 gennaio 2026