Dotati di telecamere e riconoscimento vocale gli occhiali CrossSense creati da una cooperativa del Regno Unito aiutano i pazienti con demenze a pianificare la giornata a piccoli passi

Immagina di avere in mano un mattarello. Ma non sai come chiamarlo. Il tuo cervello ti propone diverse opzioni: bastone, mazza, “coso”. Ma nessuna di queste è quella giusta. Oppure in cucina, con la caffettiera  tra le mani e l’incertezza sul da farsi. Questo tipo di problematica è comune e molto debilitante per le persone affette da demenze che hanno anche difficoltà a portare a termine compiti apparentemente semplici. Un paio di occhiali intelligenti (per ora in prova solo nel Regno Unito e in lingua inglese) potrebbero dare la risposta: «Questo è un mattarello», oppure: «Ora devi mettere in caffé nella moka».

Prolungare l’autonomia ai pazienti con Alzheimer 

 «Vorrei dare un ordine alle cose. Faccio fatica a concentrarmi su una cosa alla volta, piuttosto che su milioni di cose a cui non voglio pensare». «Quello che voglio è continuare a vivere nel mio appartamento e non essere di peso a mio figlio» sono alcune delle testimonianze più frequenti tra i pazienti affetti da demenza. Prolungare il più possibile l’autonomia è il desiderio forse  più sentito tra chi è colpito da un inizio di declino cognitivo. E non sono in pochi. Nel mondo oltre 55 milioni di persone convivono con una forma di demenza e la malattia di Alzheimer ne rappresenta la causa principale. In Italia almeno in 600 mila soffrono di Alzheimer su oltre un milione di casi di demenza. Numeri destinati a crescere rapidamente nei prossimi decenni, con un impatto enorme sui sistemi sanitari e sulle famiglie.



















































Gli occhiali intelligenti contro l'Alzheimer: ricordano i nomi, segnalano i pericoli e aiutano a vivere più a lungo in autonomia

Gli occhiali che riconoscono le persone

Questi pazienti sanno che con il tempo, in mancanza di terapie risolutive, la loro autosufficienza sarà messa a dura prova. Animorph,  una cooperativa londinese ha intercettato il problema e sta tentando di fornire delle risposte con CrossSense, occhiali ad alta tecnologia collegati a un’app di realtà aumentata, progettati per rendere la vita quotidiana meno sconfortante per le persone in difficoltà. Gli occhiali CrossSense sono dotati di telecamere, display live montati sulle lenti, riconoscimento vocale e sono in grado di riconoscere oggetti e persone, segnalare pericoli, gestire le attività quotidiane e persino ricordare i nomi delle persone, offrendo così una vita il più possibile indipendente (e soprattutto sicura), con un allaggerimento del carico su familiari e caregiver. 

L’identificazione degli oggetti

Osservando un oggetto, ad esempio una mela, sul display dell’occhiale apparirà il nome «mela». L’assistente AI integrato, Wispyè  grado di identificare il cibo che si trova di fronte all’utente, ricorda dove sono state lasciate le chiavi o aiuta ad accendere il riscaldamento. «Se ad esempio guardi un tostapane – dice Szczepan Orlins, direttore di Animorph e architetto del sofware – ti dirà cosa puoi farci, ma anche di fare attenzione quando togli il pane tostato». Il sistema fornisce anche promemoria e indicazioni per le attività programmate, come l’assunzione di farmaci.

Gli occhiali intelligenti contro l'Alzheimer: ricordano i nomi, segnalano i pericoli e aiutano a vivere più a lungo in autonomia

Indicazioni in tempo reale: la prova sul campo

Gli occhiali comunicano con chi li indossa tramite altoparlanti integrati alle aste e forniscono in tempo reale indicazioni rassicuranti. Una persona affetta da demenza potrebbe essere avvisata di aver lasciato il gas acceso o rassicurata sul percorso durante una passeggiata all’aperto. 

Il Times ha fatto una prova sul campo e facendo indossare il device a una donna affetta da demenza vascolare. Gli occhiali intelligenti l’hanno seguita passo dopo passo nell’atto di preparare in sicurezza un tè con il bollitore e le hanno suggerito di annusare il latte per assicurarsi che non fosse andato a male. «Aspetta che l’acqua bolla, poi versala nella tazza, poi aggiungi una bustina di tè». Anche se in Gran Bretagna in molti contesterebbero la procedura (la bustina di tè andrebbe messa nella tazza prima dell’acqua, tanto che gli sviluppatori parlano di “allucinazione culturale”), tutto il processo si è svolto in sicurezza.

Pianificare la giornata a step

 Gli occhiali sono alimentati da un modello linguistico di grandi dimensioni e Wispy, l’assistente AI integrato può aiutare a pianificare una giornata e a suddividere i compiti in piccoli step. Gli occhiali sono anche dotati di funzionalità progettate per leggere gli stati d’animo di una persona. «Essere in grado di capire come si sente un individuo è uno degli elementi essenziali di questo progetto», ha affermato al Times Szczepan Orlins. «Possiamo analizzare il tono della voce, le parole e i movimenti di una persona. Tutti e tre insieme possono fornire una valutazione molto efficace».

Il punto forte degli occhiali intelligenti è dare un ordine ai procedimenti. Le persone malate di Alzheimer hanno infatti difficoltà a seguire i singoli passaggi e la sfida è l’ordine. Che cosa viene dopo? L’ho già fatto? Quando queste domande si accumulano è facile abbandonare un’attività che da semplice si è trasformata in qualcosa di complesso. CrossSense, a differenza di app di promemoria in commercio, segue l’utente (con una voce delicata e senza pressioni) nel procedimento passo dopo passo, attraverso una sequenza. Vale per preparare il tè, ma anche per preparare un pasto completo o vestirsi. Il software di intelligenza artificiale aiuta anche a trovare le parole giuste per descrivere gli oggetti e ricorda (sempre con toni delicati) cosa stava facendo l’utente, tenendo traccia delle conversazioni.

Le fide aperte: i costi e la diffusione

Le sfide tuttavia sono ancora molte. I pazienti anziani affetti da demenza tollereranno gli occhiali parlanti? Un compagno digitale risulterà troppo invadente? Le montature oggi disponibili sono meno spesse di quelle dei prototiopi iniziali, tuttavia pesano 75 grammi (contro i 30-40 delle normali montature): saranno troppo scomode? 
La loro autonomia è di circa un’ora ma  sono dotati di un power bank integrato che li rende utilizzabili tutto il giorno, anche se l’idea è che i pazienti indossino gli occhiali fino a due ore,  nei momenti in cui hanno maggiori difficoltà di memoria.

Il software di intelligenza artificiale sarà commericializzato  entro la fine dell’anno  con un abbonamento  che si aggirerà intorno alle 50 sterline al mese a cui va aggiunto il costo degli occhiali, intorno alle 700 sterline. Questo dispositivo, comunica l’azienda, è crittografato e funziona offline “in una rete sicura e indipendente”, per proteggere la privacy delle persone: nessun dato viene inviato al Cloud.

Il Longitude Prize on Dementia

La tecnologia è uno dei cinque progetti selezionati per il LongitudePrize on Dementia, che mira a promuovere e finanziare tecnologie capaci di aiutare  le persone affette da demenza a mantenere il più possibile l’autonomia. Dopo una ricerca globale iniziata nel 2022, lo scorso anno i cinque finalisti hanno ricevuto 300.000 sterline ciascuno persviluppare le proprie soluzioni. A marzo verrà annunciato il vincitore del primo premio da un milione di sterline.

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18 gennaio 2026 ( modifica il 18 gennaio 2026 | 17:48)