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Redazione Cronache

L’omicidio a La Spezia: nel post su Instagram visibile probabilmente dai compagni di scuola l’invito della minorenne a «non inventate gossip. Non sono mai entrata in tribunale a difendere il mio ragazzo, anzi non gli ho rivolto la parola». I parenti di Abu al ministro Valditara: subito una legge prima che ci siano altre vittime

«In questi giorni affronterò un secondo interrogatorio, chi ha visto parli, chi sa mi scriva, ogni testimonianza è importante». È un altro messaggio nero su bianco postato su Instagram nelle ultime ore dalla fidanzata di Zouhair Atif, una ragazza minorenne, per la quale lui avrebbe colpito a morte venerdì mattina Youssef Abanoud Safwat Roushdi Zaki, per gli amici «Abu». Arriva a distanza di quasi 24 ore dal primo pubblicato poche ore dopo l’accoltellamento nella scuola a La Spezia. «Sentirò tutti appena posso – scrive ancora la ragazza -, sono l’unica che può fare qualcosa, e combatterò fino all’ultimo per lui e la sua famiglia. Non starò in silenzio. E ripeto, non dite tante ca***** su di me perché il mio telefono è costantemente controllato dagli agenti, e se fossi complice non sarei qui, i gossip fateli per altro per favore, fate solo brutta figura…». 

Vuole fare chiarezza la minorenne e aiutare a far emergere la verità. All’origine dell’aggressione mortale a scuola ci sarebbero stati, infatti, come trapelato in questi giorni, degli scambi di foto tra la vittima e la ragazzina di origini indiane, studenti che si conoscevano sin da bambini. «Sì, sono io la ragazza per cui un ragazzo ha perso la vita stamattina a Spezia», così si era presentata sui social in seguito alla morte del ragazzo. Ma intende anche evitare di fare gossip privi di fondamento, appunto. Lo ribadisce più volte. «E chiederei di non inventare gossip scherzando sulla morte di un ragazzo che tra l’altro ho fatto il possibile per evitare litigi fra i due. Non inventate cazzate su di me perché non sono mai entrata in tribunale a difendere il mio ragazzo, anzi non gli ho rivolto la parola (come giusto che sia), sono stata sottoposta ad altro».



















































Probabilmente la ragazza qui si riferisce al fatto di essere stata sentita subito dopo dagli inquirenti. Episodio su cui a suo dire, sarebbero circolate anche interpretazioni distorte.

«Sapevamo che si era fidanzato con una ragazzina di origini indiane della stessa scuola. Cominciava a essere una cosa seria», ha detto la madre di Atif intervistata dal Corriere. «Il 5 gennaio, quando è nata la mia ultima bambina, l’ho conosciuta. È venuta in ospedale. Mi ha portato dei dolci. È stata carina. Mio figlio ha avuto altre fidanzate, ma quella volta era diverso. Lui cominciava ad avere intenzioni serie con la ragazza», ha aggiunto.

Intanto lo zio del ragazzo ucciso ha chiesto «giustizia in tempi rapidi» al ministro Valditara nell’incontro in prefettura alla Spezia. «Hanno riconosciuto che noi rispettiamo le leggi e la giustizia. Ci hanno detto che stanno lavorando e che ci sarà un intervento rapido del governo per applicare la giustizia adesso, anche per evitare che ci siano altri episodi del genere», ha spiegato lo zio del 18enne ucciso, uscendo dall’edificio. 

Serve una legge «subito, prima che ci siano altre vittime. Non domani, non dopo tre-quattro vittime, subito». Una legge che tuteli gli studenti all’interno delle scuole. «La vittima non è una, le vittime sono cinque:
tutta la famiglia, la mamma sta morendo di dolore». 

Dopo una manifestazione silenziosa davanti all’obitorio dove giace la salma del ragazzo, tutti si sono recati sotto la prefettura dove è in corso il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica alla presenza del ministro Valditara.
Il padre e lo zio di Abanoud, accompagnati dal questore Sebastiano Salvo, sono stati fatti salire al primo piano del Palazzo del Governo dove incontreranno il ministro.

Valditara ha concluso l’incontro con un lungo e commosso abbraccio per entrambi i familiari di Abu.

18 gennaio 2026 ( modifica il 18 gennaio 2026 | 21:17)