di
Rinaldo Frignani

Secondo il magistrato Claudio Carlomagno ha caricato nel bagagliaio della sua auto il corpo della moglie e quindi l’ha sepolta in un terreno attiguo alla sua ditta. Ma poi è tornato a casa. «Mi sono dimenticato il portafoglio»

«La gravità indiziaria raccolta nel corso delle indagini si concentra in via esclusiva all’indirizzo del coniuge Carlomagno Agostino Claudio varcando la soglia della precisione e della concordanza». A spiegarlo nella serata di domenica è il procuratore capo di Civitavecchia Alberto Liguori che definisce «incongruente» la ricostruzione fornita dall’indagato sia in sede di denuncia che in sede di sommarie informazioni. «Il giorno 9 gennaio – spiega il magistrato – non è vero che di mattina non abbia fatto ritorno a casa dal lavoro in quanto le telecamere lo immortalano nel mentre vi fa rientro. Non è vero che ha trascorso la giornata recandosi nei posti dallo stesso indicati, lo smentisce la geolocalizzazione dell’autovettura utilizzata in posti diversi».

«Invece – spiega il procuratore – è vero che Federica non esce da casa dalle ore 19,30 dell’8 gennaio e che invece l’indagato lo farà il giorno 9 gennaio alle 7,30 per recarsi al lavoro per pochi minuti, per poi far rientro in casa, differentemente da quanto sostenuto dal Carlomagno quando ha affermato che in casa non aveva fatto rientro nonostante avesse tentato di farlo convinto di avervi lasciato il portafoglio», come anche che «il cellulare di Federica non è stato ancora trovato» e che «l’indagato si porta sul posto di lavoro presso la ditta familiare trasportando con la sua macchina il corpo di Federica che, nel frattempo, aveva già ucciso in casa tra la ultime ore dell’8 gennaio e le prime luci del 9 gennaio». 



















































La conferma di questi fatti arriva dal cellulare dell’indagato e quello di Federica sono localizzati nella zona della ditta e alla guida della macchina c’è solo il marito, come dal fatto che «all’interno della macchina sono state repertate tracce di sangue, compreso il bagagliaio e varie tracce biologiche nel vano dell’auto» e altre «tracce di sangue sono sui vestiti da lavoro dell’indagato, sul pavimento dell’ingresso, nella cabina armadio della camera da letto di Federica, sul manico del badile e sul mezzo meccanico
all’interno del magazzino della ditta di famiglia e, infine, su un asciugamano
trovato all’interno di una cava per inerti».

Per chi indaga infine «il quadro indiziario individualizzato nella persona di Carlomagno Agostino Claudio deve confrontarsi con le esigenze cautelari da soddisfare, in particolare e attuale e concreto il pericolo di inquinamento probatorio: il Carlomagno è in grado di influenzare la raccolta della prova dichiarativa avendolo già fatto con una persona informata dei fatti. Manca l’arma del delitto che potrebbe il Carlomagno, se libero, ostacolarne la ricerca, nonostante nell’immediatezza la Procura di Civitavecchia
abbia sequestrato l’abitazione, le autovetture e l’azienda
e, ciononostante, l’arma del delitto non si trova. Per tali ragioni la Procura di Civitavecchia in data odierna ha proceduto al fermo per il delitto di omicidio
aggravato di Federica Torzullo».


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18 gennaio 2026 ( modifica il 18 gennaio 2026 | 22:47)