Problemi con un operatore, banca, negozio online? Scrivi a esperto.diritti-consumatori@repubblica.it e ce ne occuperemo

Non c’è un modo adesso per non pagare le rate residue. C’è stato anni fa quando è scoppiato il caso modem libero su alcuni contratti, quando l’utente era obbligato a prendere il modem dell’operatore. Adesso non è più così da tanto – il modem è libero appunto, possiamo usarne uno qualsiasi – quindi i contratti sono regolari e le rate vanno pagate. Queste non sono un costo di disdetta ma appunto rate di acquisto, come avviene per qualsiasi altro prodotto (come un’auto). Il modem poi può essere usato con qualsiasi altro operatore.

È vero che ci sono ora tariffe più basse, a partire da 24 euro al mese (anche meno per chi ha la sim di quello stesso operatore), ma significa risparmiare circa cinquanta euro in un anno soltanto, meno il costo di disdetta che ora tende a essere circa 35 euro per i cambi operatore (è possibile evitarlo, questo sì, solo se facciamo disdetta rifiutando un rincaro entro 30 giorni dalla comunicazione).

Altro aspetto da considerare è la qualità del servizio nella nostra zona. Se siamo coperti da fibra completa è bene chiedere al nostro operatore la transizione o passare a uno che ce la possa offrire.

Teniamo anche conto che anche il nuovo operatore potrebbe poi farci un rincaro durante il contratto. La verità è che le tariffe italiane sono state per anni innaturalmente basse, per via di una guerra dei prezzi fratricida e un eccesso di concorrenza, quindi è normale che ora si normalizzino verso l’alto. Per il consumatore significa pagare uno o due euro in più l’anno ma anche in cambio poter ricevere, grazie agli investimenti che ne derivano, un servizio migliore, su fibra ottica e 5G.