di
Aldo Grasso

Nessuna delle cinque serate del Festival di Sanremo potrà essere all’altezza dell’omaggio che Fabio Fazio ha voluto dedicare, su Nove, alla cantante scomparsa lo scorso 21 novembre 2025

Una cosa è certa: nessuna delle cinque serate del prossimo Festival di Sanremo (24-28 febbraio) sarà all’altezza di «Ornella Vanoni… senza fine», l’omaggio che Fabio Fazio ha voluto dedicare alla cantante scomparsa lo scorso 21 novembre 2025 (Nove).

Non solo per la qualità degli interpreti o per la bellezza delle canzoni, ma soprattutto per l’intensità emotiva, al limite della commozione, con cui tutti i partecipanti hanno voluto esprimere il loro affetto e la loro stima per Ornella.



















































Per l’occasione, il palcoscenico di «Che tempo che fa» si è allargato fino a raggiungere i giardini antistanti il Teatro Strehler di Milano, dedicati, da domenica sera, a Ornella Vanoni: «Cantante, artista e donna libera», come hanno voluto sottolineare il sindaco Giuseppe Sala e l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi.

Se è vero che le canzoni hanno quel tanto di individuale e collettivo che conserviamo fra le nostre necessità emotive; che sono un capitolo della storia sentimentale di una società, che, lo diceva Pasolini, hanno «un potere magico, abiettamente poetico», quelle della Vanoni (scritto alla milanese, con l’articolo) sono simili alle madeleine che fanno riassaporare sapori e profumi d’antan ma si presentano ancora, per il pubblico più giovane e più sensibile, nella loro stupefatta bellezza.

Il repertorio è quello di Ornella, con quella sua «voce di velluto e di cristallo», ma interpretato da Marco Mengoni, da Annalisa, da Elisa, da Mahmood, da Francesco Gabbani, dalla tromba lirica di Paolo Fresu e da tanti altri, si presenta come nuovo, in tutta la sua risonanza mentale ed emotiva.

Le canzoni, proprio come i sogni di Freud, sono desideri, non c’è sociologia della cultura che le spieghi, che le interpreti una volta per tutte.

Ha scritto tempo fa Paola Mastrocola: «Ogni volta che ascoltavo la Vanoni, mi veniva da pensare di essere una gran donna e di avere uno stuolo di uomini ai miei piedi. E io sempre lì che li lasciavo».

Ecco, con le canzoni di Ornella si possono esprimere molte cose: ciò che è troppo difficile o stupido o ardimentoso per essere scritto può essere bellamente cantato.

19 gennaio 2026 ( modifica il 19 gennaio 2026 | 13:31)