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Redazione Economia
Gli investitori puntano sui beni rifugio come i metalli preziosi, così oro e argento raggiungono nuovi massimi
Le Borse europee proseguono in calo la prima seduta della settimana, dopo l’annuncio di Donald Trump dei dazi per la Groenlandia. Il presidente americano ha annunciato l’introduzione, a partire dal 1° febbraio, di tariffe del 10% contro Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia, che hanno inviato truppe sull’isola. In Europa si valuta lo stop alle approvazioni dell’intesa commerciale con Washington dello scorso anno, mentre il presidente francese Emmanuel Macron invoca l’attivazione dello strumento anti-coercizione Ue. Il rischio di una nuova guerra commerciale con gli Usa alimenta il nervosismo sui mercati mentre a Davos si apre il World economic forum. Parigi cede l’1,46%, Francoforte arretra dell’1,07% e Londra perde lo 0,44%. Milano registra una flessione dell’1,30% I titoli più in tensione sono quelli dell’auto, del lusso e i tecnologici.
Gli investitori puntano sui beni rifugio come i metalli preziosi, così oro e argento raggiungono nuovi massimi dopo i grandi rialzi della scorsa settimana. Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 63 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,45%, qui l’andamento in tempo reale.
Piazza Affari, la corsa dei titoli della difesa a Milano e in Europa
Certo, non tutto va male per i titoli della Borsa. Le azioni dei gruppi della Difesa, infatti, sono in decisa controtendenza sulle Borse europee, sostenuti dalle nuove tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa a seguito della crisi sulla Groenlandia, che alimentano la generale incertezza geopolitica. Il sottoindice Stoxx che riunisce i gruppi che si occupano principalmente di forniture militari guadagna il 2,48%, mentre il più ampio paniere Aerospace & Defense sale dello 0,82%.
Tra i principali titoli milanesi, guadagna terreno in controtedenza Leonardo (+2,2%) sostenuta insieme a tutto il settore della Difesa dal nuovo incremento delle tensioni geopolitiche. Sopra la parità anche Inwit (+1,22%), Mps (+0,46%), Hera (+0,28%) e Snam (+0,17%). Male invece StMicroelectronics (-4,9%) che dopo la recente corsa dei tech è tra i titoli più sensibili alle prese di beneficio in caso di aumento dell’avversione al rischio. Giù Amplifon (-4,43%), Brunello Cucinelli (-2,65%) e Ferrari (-2,4%). Nel resto del listino sotto i riflettori Ferretti (-0,44%) dopo il lancio dell’Opa parziale da parte dell’azionista Kkcg. Pesante Ops eCom (-4,64%): la ex Giglio Group ha comunicato che per un `mero imprevisto procedurale´ il
Registro delle imprese ha cancellato la richiesta delle misure protettive presentata all’interno della procedura di composizione negoziata della crisi. La richiesta sara’ ripresentata oggi.
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Valute, energia, oro e argento
Sul mercato valutario, il dollaro scivola a 1,1623 per un euro da 1,1598 venerdì in chiusura. Il biglietto verde si attesta anche a 158,06 yen (da 158,08), mentre il rapporto euro/yen è a 183,74 (da 183,33). Sul fronte dell’energia, perde terreno il prezzo del petrolio, con il Wti per marzo a 59,01 dollari al barile (-0,72%) e il Brent con pari scadenza a 63,73 dollari (-0,62%). Ritraccia il gas naturale ad Amsterdam dopo il rally della scorsa settimana: sulla piattaforma Ttf il contratto di riferimento è in calo dell’8,5% a 33,8 euro al megawattora. Continua la corsa di oro e argento, con la consegna spot del metallo giallo in rialzo dell’1,6% a 4.669,82 dollari l’oncia e l’argento in progresso di oltre il 4% dopo un nuovo top a 94,08 dollari. In calo del 2,5% a 92.600 dollari il Bitcoin, nella notte sceso anche sotto quota 92 mila dollari.
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19 gennaio 2026 ( modifica il 19 gennaio 2026 | 15:08)
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