È finita a insulti fra l’uomo più ricco del mondo e il capo della compagnia aerea low cost irlandese. Al centro della polemica c’è il rifiuto di installare Starlink sui velivoli dell’azienda irlandese
Battaglia al vetriolo fra due uomini che hanno conquistato il cielo. Da un lato l’irlandese Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, l’azienda che ha conquistato l’Europa con i suoi voli low cost. Dall’altro Elon Musk, che ha messo il proprio zampino sullo spazio grazie alla sua azienda SpaceX. E anche grazie a Starlink, il sistema di connessione satellitare che è al centro di questa vicenda.
L’origine dello scontro
Tutto parte, in realtà, da altre compagnie aeree. Innanzitutto dalla tedesca Lufthansa, che il 13 gennaio ha annunciato di essere pronto a installare Starlink su 850 dei propri velivoli, compresi quelli della nostra compagnia di bandiera Ita Airways. Il giorno dopo si è aggiunto un annuncio simile da parte della Scandinavian Airlines, che ha operato il primo volo dotato del sistema satellitare di SpaceX.
Ma per il rivale europeo, che ha fatto dei viaggi low cost un marchio di fabbrica, aggiungere la connessione alla propria flotta non sarebbe un’opzione sensata per i propri clienti. «È necessario installare l’antenna sulla fusoliera, il che comporta un aumento del consumo di carburante del 2% a causa del peso e della resistenza aerodinamica», ha detto O’Leary a Reuters. «Non riteniamo che i nostri passeggeri siano disposti a pagare per il wifi su un volo della durata media di un’ora».
Musk non l’ha presa molto bene. «Perderanno clienti a favore delle compagnie aeree che hanno Internet», ha commentato su X, aggiungendo in un altro post che il ceo di Ryanair è «male informato». La controrisposta è partita con toni tutto sommato civili. O’Leary ha infatti spiegato che l’aumento del costo per il carburante ammonterebbe a circa 200 o 250 milioni di dollari annuali. «In altre parole, circa un dollaro in più per ogni passeggero che facciamo volare, e la realtà per noi è che non possiamo permetterci questi costi», ha detto a un’emittente radio. Aggiungendo poi che «i passeggeri non pagheranno per usare Internet; se è gratuito, lo useranno, ma non pagheranno un euro ciascuno per utilizzarlo».
Gli insulti
Alla fine è arrivato il commento che ha messo fine a ogni parvenza di confronto cavalleresco. E da quel momento hanno cominciato a darsele di santa ragione (metaforicamente). Quando la giornalista gli ha chiesto come risponde all’accusa di essere «male informato», O’Leary si è lasciato andare. «Francamente non presterei attenzione a nulla di quello che Elon Musk pubblica su quella fogna chiamata X», ha detto. «Era lui il tizio che sosteneva l’elezione di Donald Trump. Non presterei alcuna attenzione a Elon Musk. È un idiota. Molto ricco, ma pur sempre un idiota».
La reazione non si è fatta attendere. E così l’uomo più ricco del mondo ha affidato la replica a un post sul proprio social: «Il CEO di Ryanair è un perfetto idiota. Licenziatelo» e, ancora, «Licenziate questo imbecille». Poi, quando un utente gli ha suggerito di comprare Ryanair, ha risposto semplicemente dicendo: «Buona idea».
La battaglia è andata avanti ed è arrivata anche all’agguerrito team social di Ryanair, che in un post su X dove si dava notizia del malfunzionamento del social, ha taggato l’account di Musk per chiedergli se avesse «bisogno di wifi». «Dovrei comprare Ryan Air», ha replicato ancora il ceo di SpaceX, sbagliando il nome della compagnia aerea, «E metterci a capo qualcuno il cui nome sia davvero Ryan?».
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19 gennaio 2026 ( modifica il 19 gennaio 2026 | 12:39)
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