Ideati dalla startup svizzera e-Outdoor, hanno lanciato le prime unità sul mercato a fine dicembre. Costano 5.000 euro e per ora sono un prodotto di nicchia, che si ispira alle eBike: «La nostra idea è quella di portare a fare passeggiare in montagna nuove persone»

La strada davanti a noi è in salita, la neve è fresca e ai piedi ci trasciniamo un paio di pesanti scarponi, ma il passo è agile e leggero. Scorre lentamente scivolando su una sorta di tapis roulant che ci dà la spinta, una falcata dopo l’altra. In un sentiero che sale verso il passo dello Spluga, in Svizzera, abbiamo provato i primi sci elettrici mai creati e commercializzati. Si chiamano e-Skimo e sono prodotti dalla startup e-Outdoor, con sede elvetica ma cuore italiano. 

«Il nome sta per Electric Ski Mountaineering, una disciplina che entra nelle Olimpiadi per la prima volta a Milano-Cortina», ci racconta il fondatore Nicola Colombo mentre ci accompagna per una passeggiata sulla neve per testare i suoi sci. Vive in Svizzera, a Lugano, da una decina d’anni ma ha lasciato l’Italia molto prima. Dagli Stati Uniti si era trasferito in Cina, a Shanghai. Da lì era partito per un pazzesco viaggio che sfruttava solo mezzi sostenibili – elettrici – per arrivare fino a Milano in tempo per l’inaugurazione di Expo 2015. Oltre alla «Meneghina Express» – il nome che è stato dato all’impresa – Colombo ha poi raffinato la sua esperienza sui mezzi elettrici con la startup Italian Volt, che realizzava moto. La passione per lo sci alpinismo gli ha fatto pensare che anche lì, in quell’attività, ci fosse del potenziale. «Stavano arrivando le eBike e pensavo che riuscire ad avere lo stesso tipo di assistenza anche quando sali sulla neve, che ti permette di ridurre un po’ lo sforzo e quindi andare un po’ più avanti, poteva essere una buona idea». Dopo cinque anni di ricerca e sviluppo – gli sci si possono testare solo in una parte dell’anno e i tempi inevitabilmente si allungano – il primo prototipo di e-Skimo è stato presentato l’anno scorso al Ces di Las Vegas, la fiera dedicata alla tecnologia più importante dell’anno. Poi, a fine dicembre 2025, Colombo era pronto a mettere il suo prodotto in commercio: «Abbiamo pronte cento unità, ma solo una piccola parte – circa 35 sci – è stata messa in vendita a chi aveva già fatto le prenotazioni. Il resto lo mettiamo a disposizione in tre Experience Center, così chi vuole può provarli», spiega. Si trovano a San Bernardino (dove ha sede la startup e dove nei weekend 14-15 e 21-22 febbraio stanno organizzando dei “test days”), a St. Moritz e a Verbier.



















































Abbiamo provato gli eSkimo, i primi sci elettrici al mondo: «Così creiamo un nuovo sport, lo sci trekking»

La struttura dello sci è quello classico dello sci alpinismo. Con delle pelli di foca, in materiale sintetico, che si attaccano alla soletta dello sci così da impedire che questo scivoli mentre si avanza in salita. Sopra, è stata montata una struttura creata da e-Outdoor che nasconde l’elettronica necessaria per elettrificare il dispositivo. Nella parte anteriore, davanti allo scarpone, c’è la batteria. Dietro, il motore fa scorrere una seconda pelle di trazione che – proprio come una sorta di cingolo – ci sostiene nel passo. Lo sci è in grado di capire quando abbiamo intenzione di avanzare con la gamba grazie a una serie di sensori nascosti nella struttura: giroscopio, Gps, accelerometro. «Quando alzi il tallone, ma anche in funzione della pendenza, il nastro ruota attorno allo sci, si attiva e aiuta lo sciatore a sollevare il corpo con i muscoli delle gambe», spiega Colombo. Proprio come sulle bici elettriche, ci sono diverse modalità – Eco, Climb, Boost – che danno più o meno spinta. E una più pensata per il divertimento che permette di sfrecciare in avanti senza muovere un piede. I pulsanti per passare da una all’altra, per attivare il sistema o per metterlo in pausa, si trovano sull’impugnatura delle bacchette. Attraverso l’app è invece possibile tenere traccia di tutti i nostri parametri, delle distanze percorse e del livello delle batterie. 

Abbiamo provato gli eSkimo, i primi sci elettrici al mondo: «Così creiamo un nuovo sport, lo sci trekking»

Abbiamo provato gli eSkimo, i primi sci elettrici al mondo: «Così creiamo un nuovo sport, lo sci trekking»

Ci vuole un po’ di pratica per adattarsi agli e-Skimo. Soprattutto per coloro che, come chi scrive, non hanno mai fatto sci alpinismo. Il passo deve scorrere senza che la soletta si sollevi dal suolo, così da ottimizzare l’energia extra che ci sta regalando il motore degli sci. Una volta capito il meccanismo, e la giusta falcata, avanzare in salita risulta molto meno faticoso. Nonostante questi siano sci che pesano molto di più rispetto a quelli tradizionali. Abbiamo percorso circa due chilometri, con un dislivello di circa 200 metri provando tutte le modalità: prima eco, poi Climb e infine Boost. Lo sforzo fisico rimane, ma è meno intenso e addolcito dall’aiuto del nastro che scorre ogni volta che alziamo il tallone. «La nostra idea è quella di portare a fare passeggiare in montagna nuove persone. Non l’alpinista esperto che si mette gli sci in spalla. Un dispositivo come questo fa fare attività a media intensità fisica, hanno ottimi benefici di salute rispetto allo sci da discesa dove hai solo pochi minuti di forte intensità muscolare. Qui ti fai un paio d’ore di camminata nella neve e poi ti godi la discesa, è molto piacevole». Non sci alpinismo, dunque. Ma un nuovo sport che potremmo chiamare sci trekking. Una volta arrivati in cima, si tolgono batteria, motore, nastro e pelle di foca. Si saldano le due cavità che permettono al nastro di scorrere attorno allo sci con dei tappi. Si mette tutto nello zaino, si settano gli attacchi in modalità discesa e si è pronti a curvare giù verso la valle. I meccanismi sono piuttosto semplici e dopo qualche prova di manualità ci vogliono pochi minuti per compiere tutte le operazioni. 

Abbiamo provato gli eSkimo, i primi sci elettrici al mondo: «Così creiamo un nuovo sport, lo sci trekking»

Gli e-Skimo sono un prodotto di nicchia. Non per tutte le tasche. Costano intorno ai cinquemila euro. L’obiettivo di Colombo è di arrivare a produrne qualche migliaio l’anno. Ma il modello di business a cui sta pensando non è solo la vendita al singolo privato. Il noleggio è un’opzione, ma anche gli accordi con resort e tour operator: «A febbraio andremo in Finlandia. Ci hanno richiesto molto in quelle zone perché lì fanno molte camminate, escursioni sulle neve. Portano i turisti a vedere l’aurora boreale, tendenzialmente con le ciaspole. Gli sci elettrici sono un’altra possibilità che permette di avere stabilità in neve fresca». Le opzioni, in questo momento, sono tutte aperte. Ma in un periodo storico dove sciare è sempre più elitario a causa dei costi sempre più alti ed è difficile prevedere le giuste condizioni climatiche perché tenere impianti e alberghi aperti sia davvero remunerativo, una nuova idea di mezzo di trasporto e di sport invernale potrebbero avere delle potenzialità.

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19 gennaio 2026 ( modifica il 19 gennaio 2026 | 15:03)