Il team di esperti ha coinvolto 317 universitari australiani per studiare la relazione tra frequenza e intensità di utilizzo dei videogiochi con gli stili di vita e diversi indicatori di salute. Dalla ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica “Nutrition”, emerge un nesso piuttosto complesso e sfaccettato tra utilizzo eccessivo dei videogiochi e benessere.

Ad allarmare è il gaming prolungato che, spesso, sostituisce “attività che promuovono la salute come l’esercizio fisico, la preparazione dei pasti e un sonno adeguato”. Secondo l’analisi, “l’assorbimento cognitivo caratteristico del gaming immersivo può alterare l’attenzione dedicata agli stimoli fisiologici, riducendo la consapevolezza dei segnali di fame, sazietà e affaticamento o stimolando attivamente l’appetito, attraverso meccanismi neurologici di ricompensa”.

Le persone che passano troppo tempo ai videogiochi seguono una dieta peggiore, hanno un indice di massa corporea più alta, una qualità del sonno inferiore e sono più sedentarie rispetto agli utenti morigerati. I ricercatori sottolineano però che non esiste un rapporto di causa-effetto diretto: di per sé, giocare ai videogiochi non provoca questo genere di problemi, strettamente legati, invece, alla pratica eccessiva.