Impatta anche sulla provincia di Foggia la decisione assunta da Vestas Italia, multinazionale leader nella produzione, installazione e manutenzione di turbine eoliche, di trasferire una serie di attività dalla Puglia a San Nicola di Melfi, in provincia di Potenza. Chiude, infatti, anche il service point di Candela.

Sono 13 in tutto i lavoratori occupati nel magazzino sui Monti Dauni. Dal primo marzo saranno destinati al nuovo polo logistico. È Marco Potenza, segretario generale Fiom Cgil Foggia, a riferire i numeri dei lavoratori interessati dalla vertenza in Capitanata, nel giorno in cui i colleghi di Taranto hanno proclamato lo sciopero ad oltranza e indetto un presidio permanente del locale magazzino, la principale unità in Puglia.

Sono in tutto 53 i pugliesi chiamati a spostarsi in Basilicata. E da Taranto sono 200 chilometri. I sindacati Fiom e Uilm stanno provando quantomeno a strappare una sospensione della procedura di trasferimento e minacciano, in caso contrario, di disertare l’incontro in programma il 21 gennaio con la direzione aziendale. 

“L’azienda, fino a questo momento, sta andando avanti per la sua strada”, spiega Potenza. Vestas Italia tira dritto. Dopo una serie di assemblee con i lavoratori, già dalla settimana scorsa sono partite alcune iniziative di lotta. Al momento, a Candela stanno attuando le prime forme di protesta ed è scattato il blocco di alcune prestazioni accessorie come reperibilità e straordinari. 

Mentre a Taranto la protesta è culminata nell’occupazione della sede, anche alla luce delle ripercussioni di un trasferimento a centinaia di chilometri di distanza, nel Foggiano la vertenza si trova in una fase preliminare, ma il livello di guardia è alto.

L’allarme è scattato lo scorso 7 gennaio, quando l’azienda ha comunicato tramite Pec alle organizzazioni sindacali, senza alcun confronto preventivo, la decisione giustificata da presunte esigenze di ottimizzazione logistica. Salvo il magazzino in corso del Mezzogiorno a Foggia: non rientra nei tagli operati da Vestas Italia.