di
Simona Marchetti
Lunedì 19 gennaio la famiglia del cantautore, scomparso venerdì scorso, è stata ospite di “Storie Italiane” e poi de “La Volta Buona”, lasciando intendere che ci sia stata una presunta mancanza di assistenza
Non è facile per la famiglia di Tony Dallara accettarne la morte, avvenuta venerdì scorso all’età di 89 anni, soprattutto perché è stata totalmente inaspettata, come ha rivelato la figlia Lisa lunedì 19 gennaio, durante il collegamento con la trasmissione “Storie Italiane”. «Si era rotto il femore, si era operato e stava recuperando. Poi è stato trasferito in una struttura per la riabilitazione e lì ha preso un virus. Ha avuto un problema respiratorio che ha fatto precipitare la situazione in pochissimo tempo, inaspettatamente». A quel punto la conduttrice, Eleonora Daniele, ha chiesto chiarimenti su quanto accaduto («abbiamo capito bene? Dopo la rottura del femore è entrato in ospedale e poi?») e le successive dichiarazioni della ragazza hanno lasciato intendere che ci possa essere stata una presunta mancanza di assistenza.
«Non è stata molto chiara la situazione, anche perché non ha avuto un’assistenza ospedaliera ottimale – ha detto infatti la figlia di Dallara – .Non voglio fare polemiche, ma è la verità. C’erano le feste di mezzo… Ci dicevano: ha 89 anni… E quindi? Queste sono frasi che ci hanno ferito tantissimo». Visibilmente sconvolta da quanto stava sentendo, la Daniele non è riuscita a trattenersi. «Ti hanno detto così? E che vorrebbe dire? Se uno ha 89 anni…Quindi? Che discorso è questo?», ha commentato la conduttrice che, prima di chiudere il collegamento, ha chiesto se la famiglia intenda sporgere denuncia. «Vediamo… Veramente siamo in un momento in cui c’è piombato tutto addosso e non abbiamo lucidità… Faremo le nostre valutazioni», ha risposto Lisa, preferendo scegliere la strada della prudenza.
Poche ore dopo la figlia dell’amato cantautore è stata ospite anche di Caterina Balivo a “La Volta Buona”, dove ha ribadito quanto già espresso in mattinata. «Morte inaspettata? Esatto, è vero che aveva delle patologie, ma come qualsiasi persona della sua età, tutto è partito dal femore rotto a dicembre, poi è stato ricoverato in una struttura per fare la riabilitazione. Lì ha preso questo virus polmonare che ha appunto determinato un aggravamento della sua situazione, tutto in pochissimi giorni – ha raccontato la ragazza – . L’abbiamo portato in ospedale e ricoverato d’urgenza, ma è stato fatto poco perché ci veniva detto che ormai aveva 89 anni, con patologie pregresse e ci dicevano di lasciarlo un po’ in pace. Questa è una cosa che ci ha spezzato il cuore, perché lui è entrato sì con suoi problemi, ma nessuno da quel punto di vista. Gli ultimi giorni non era presente, non riusciva a parlare, ad esprimersi, è stato straziante. Una situazione che si è aggravata e un epilogo che non ci aspettavamo assolutamente, perché mio padre, pur con i suoi acciacchi, poteva essere ancora qui».
19 gennaio 2026
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