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Simona Lorenzetti e Alfio Sciacca
La gip Marinella Acerbi ha convalidato l’arresto e ha disposto la custodia cautelare in carcere del 19enne Atif Zouhair per l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi di Abanoub Youssef, avvenuto a La Spezia venerdì 16 dicembre
«Non sono credibili le dichiarazioni dell’indagato quando sostiene di aver agito unicamente per mandare un “segnale” a Youssef, dopo le minacce asseritamente ricevute da quest’ultimo. E che la sua intenzione era solo quella di colpirlo alla gamba e al piede e non all’addome: dunque di non cagionare la morte, ma il mero ferimento». A scriverlo è la gip Marinella Acerbi nel documento in cui convalida l’arresto e dispone la custodia cautelare in carcere del 19enne Atif Zouhair per l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi di Abanoub Youssef, avvenuto a La Spezia venerdì 16 dicembre.
La versione di Atif Zouhair
In aula Atif – difeso dall’avvocato Cesare Baldini – ha raccontato che quella mattina voleva dare un «segnale» al rivale, colpirlo a una gamba. E invece ha colpito l’addome, perché la vittima si è spostata in maniera scomposta. Ma per il giudice non è vero e a smentire l’indagato sarebbero la dinamica del delitto e la posizione dei protagonisti: «Al momento dell’aggressione Youssef era seduto e da quella posizione si è limitato a protendere le braccia verso il proprio assalitore, senza compiere alcun altro movimento idoneo a far variare la traiettoria del colpo dalla gamba al fianco sinistro». Non solo, ancor meno convincente – secondo il giudice – è «la spiegazione in merito all’occultamento del coltello sotto i propri pantaloni, togliendolo dallo zaino all’interno del quale lo aveva portato a scuola perché glielo bucava». Un gesto che avrebbe compiuto «poco prima di salire al secondo piano dell’istituto Einaudi Chiodo ove si trovava la classe della vittima, che aveva già incontrato nelle prime ore del mattino».
Le convinzioni del gip
Piuttosto, per il gip, il 16 gennaio il 19enne aveva deciso di affrontare il giovane in seguito alle presunte «minacce» che gli aveva rivolto e pensando «di porre fine ad ogni questione insorta tra lui e la vittima, aggredendolo con un’arma preventivamente procuratosi» appena due giorni prima. Una ricostruzione che spinge verso una possibile premeditazione del delitto, al momento non contestata dal procuratore capo di La Spezia Enrica Gabetta e dal sostituto Giacomo Gustavino.
Il gip individua nella gelosia del giovane assassino il movente: «È emerso un forte sentimento di gelosia e possessività dell’indagato nei confronti di Stefania (la ragazza con la quale aveva una relazione da alcuni mesi, ndr) tale da indurlo a sfidare chi avesse osato avvicinarsi a lei, unito alla volontà di dimostrare a quest’ultima e a colui che riteneva un potenziale rivale la propria forza, in modo da farlo desistere da ulteriori tentativi di approccio a lui sgraditi». Da qui la convalida dell’arresto e la misura cautelare, tenuto conto della «brutalità» del delitto e «dell’allarmante disinvoltura» con la quale Atif ha agito.
19 gennaio 2026
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