di
Andrea Rinaldi
L’annuncio di un’Opa parziale per salire dal 14% al 29%. Una mossa parallela alle mosse dei cinesi di Weichai, che sono saliti oltre il 38% a colpi di acquisti a partire da dicembre
Si scalda la partita per il rinnovo del cda di Ferretti. Questa mattina – lunedì 19 gennaio – il miliardario ceco Karel Komàrek, azionista di Ferretti, ha annunciato l’intenzione di crescere nel capitale del big italiano della nautica per far valere il suo peso nella governance. La sua società Kkcg Maritime ha infatti reso nota un’offerta pubblica di acquisto parziale sul gruppo per portare la propria partecipazione dal 14,5% al 29,9%. Al completamento dell’offerta, Kkcg «intende esercitare i diritti di voto, come incrementati a seguito dell’offerta pubblica di acquisto parziale volontaria, a sostegno dell’elezione dei candidati al consiglio di amministrazione che proporrà nel contesto della prossima assemblea degli azionisti di Ferretti», di cui è socia sin dall’ipo a Piazza Affari nel 2023.
L’offerta pubblica (parziale) per le azioni Ferretti
L’offerta riguarda 52.132.861 titoli e non è finalizzata al delisting delle azioni del gruppo delle imbarcazioni di lusso e, in ogni caso, non porterà Kkcg Maritime a superare la soglia del 30% – che farebbe sorgere l’obbligo di promuovere un’opa totalitaria. Il costo è di 182,5 milioni. «Gli azionisti avranno l’opportunità di monetizzare parte del proprio investimento in un contesto di scarsa liquidità del titolo – a 3,50 euro per azione e con un premio significativo rispetto ai prezzi di mercato», recita una nota. Il premio è del 21,3% rispetto al prezzo ufficiale dell’11 dicembre 2025 (ovvero l’ultimo giorno di negoziazione prima dell’inizio della recente serie di acquisizioni di azioni da parte di Weichai) su Euronext Milan e del 21,9% rispetto al prezzo di chiusura sul listino di Hong Kong nella stessa data.
Cosa dice Komàrek
«Questa offerta riflette l’ambizione di rafforzare il nostro investimento a
lungo termine in Ferretti e di contribuirne alla crescita e allo sviluppo futuri – afferma Komàrek – . La nostra comprovata esperienza nella creazione di valore si basa su un approccio di investimento attivo, incentrato su una governance partecipativa, un team di gestione esperto e un impegno strategico a lungo termine: faremo leva sulla nostra esperienza consolidata per sostenere le opportunità di crescita organica e inorganica di Ferretti
nell’attuale dinamica globale del settore». L’idea sarebbe quella di presentare una propria lista per il rinnovo del board e dare sostegno all’attuale management che spesso si è scontrato con i soci cinesi, come è successo con il ceo Alberto Galassi e il buyback.
La catena societaria di Kkcg Maritime
Kkcg Maritime è la piattaforma societaria dedicata al business marittimo all’interno del gruppo Kkcg, che a sua volta gestisce un portafoglio diversificato di attività e investimenti, comprendente il gaming internazionale, i servizi It globali, energia tradizionale e rinnovabile e lo sviluppo di real estate. Kkcg, con sede in Svizzera, è controllata da Kkcg Holding il cui capitale è interamente detenuto da Valea Holding che a sua volta dipende da Valea Foundation, che opera secondo le leggi del Principato del Liechtenstein, con sede a Vaduz. Forbes stima in 9,4 miliardi il patrimonio di Komàrek.
Le mosse cinesi e gli altri soci, da Iervolino a Piero Ferrari
La mossa di Komàrek – assistita da Unicredit, Somerley e Clifford Chance – arriva dopo che indiscrezioni di stampa hanno riportato movimenti da parte dei cinesi di Weichai nell’azionariato di Ferretti, che vede tra gli altri soci Danilo Jervolino (5,2%), Piero Ferrari (4,6%) e la famiglia Bombassei (2%). Secondo Milano Finanza nell’ultimo mese il gruppo di Pechino, azionista di controllo del gruppo che produce yacht di lusso, ha acquistato con forza titoli sul mercato portando la partecipazione al 38,2%. Una campagna partita il 12 dicembre con ordini quotidiani che hanno portato il titolo a guadagnare il 30%.
La decisione andrebbe inscritta in una strategia per contare di più nei processi decisionali e dunque arrivare all’assemblea di maggio con un peso tale da imporre nuovi consiglieri nel board che oggi conta 6 membri di espressione asiatica su 9.
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19 gennaio 2026 ( modifica il 19 gennaio 2026 | 18:38)
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