Claudio Carlomagno, marito di Federica Torzullo, accusato di omicidio e occultamento di cadavere, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Un silenzio assordante davanti al procuratore Alberto Liguori e al pm Gianluca Pignotti titolare dell’indagine. La procura si è presentata davanti a lui con un quadro indiziario “robusto”, come ha sottolineato lo stesso dottor Liguori uscendo dal carcere di Civitavecchia dopo l’atto istruttorio. Un quadro che potrebbe arricchirsi anche di un eventuale complice che potrebbe aver aiutato Carlomagno.

Ha tentato di bruciare il corpo di Federica

Di certo per gli inquirenti siamo comunque di fronte a un delitto di “particolare ferocia”, la sottolineatura forte. “Il corpo non è facile da riconoscere – ha detto ancora Liguori – si è trattato di un omicidio violento. Oltre all’arma bianca è stato utilizzato anche un altro strumento. È stato un delitto efferato, con molta cattiveria, dolo d’impeto”, l’accusa brutale mossa dal procuratore capo di Civitavecchia.

Di più, secondo quanto si legge nel decreto di fermo del pm Pignotti ci sarebbe stato da parte di Carlomagno una “azione di fiamma” e il “tentativo di depezzamento volti a ostacolarne il riconoscimento”.  In sostanza, voleva bruciare il volto di sua moglie. 

Le tracce di sangue ovunque

“Inoltre, è del tutto verosimile ritenere che sia stato l’indagato a utilizzare il cellulare di Federica dopo averla uccisa, proprio al fine di dissimulare l’azione criminosa”, si legge ancora.  Un dettaglio macabro che si somma a un altro punto: “Tanto l’ispezione dell’abitazione coniugale, della sua autovettura, del deposito della Carlomagno s.r.l. e dei mezzi aziendali, hanno evidenziato la presenza di tracce ematiche latenti”. 

Nel decreto viene spiegato che segni sono stati trovati “sui suoi abiti da lavoro, rinvenuti all’interno di una asciugatrice, segno del fatto che erano stati lavati”. “Claudio Carlomagno non era in grado di accettare la fine del matrimonio”, spiega ancora il pm Pignotti che aggiunge: “La lettura unitaria” di tutti gli elementi raccolti dagli inquirenti “fonda l’ipotesi accusatoria per la quale l’indagato attuava condotte violente ai danni di Federica all’interno della abitazione coniugale, per poi trasportarla esanime presso il deposito aziendale e lì seppellirne il cadavere”.

L’ipotesi del complice

All’uscita del carcere di Citavecchia, invece, il procuratore Liguori, stimolato dalle domande in merito a un presunto complice che possa aver aiutato Carlomagno, non ha voluto escludere l’eventualità di un possibile complice: “Sono tutte ipotesi che attendono che il mosaico si completi, all’esito vedremo se c’è stato un coinvolgimento di terzi”.

L’ipotesi di un complice è avallata anche dall’avvocato Carlo Mastropaolo, legale di Stefania Torzullo, la sorella di Federica, la donna uccisa ad Anguillara Sabazia: “Le indagini porteranno al chiarimento del lasso temporale fra le 19:30 dell’8 gennaio e le 7:30 del mattino successivo. L’ipotesi più accreditata è che il corpo sia stato spostato con la sua auto, per le tracce ematiche trovate nella vettura”. Sulle testimonianze, l’avvocato conferma che “non ce ne sono di dirette, non ci sono testimoni di questo calibro. Ma non si escludono eventuali complici”. Infine, sui messaggi inviati dal telefono di Federica intorno alle 8 del mattino del 9 gennaio, per l’avvocato “potrebbero non essere genuini”.

Le ulteriori indagini

Che manchino ancora degli elementi da chiarire lo ha spiegato anche il procuratore Liguori: “Allo stato c’è una ricerca dell’arma del delitto, del movente e delle modalità del fatto. Sono in corso gli accertamenti sulle tracce biologiche, ematiche, per accertare la riferibilità del dna”.

Elementi, dunque, che mancano e sui quali sono in corso altre indagini. Nella giornata di oggi, secondo quanto appreso, i carabinieri sono tornati stamattina nella villetta di Anguillara Sabazia, dove verosimilmente è stata uccisa Federica Torzullo, per effettuare accertamenti irripetibili sulla scatola nera dell’auto del marito e sui mezzi di lavoro. Le verifiche verranno eseguite nei prossimi giorni.

Al momento, chi indaga sta cercando di ricostruire le ultime ore di vita della donna e in particolare la dinamica dell’omicidio, oltre che l’arma utilizzata. Risposte in questo senso arriveranno dall’autopsia che si svolgerà domani pomeriggio.

Fiaccolata annullata

Nel frattempo la fiaccolata in memoria di Federica Torzullo è stata annullata, come ha sottolineato il sindaco, Angelo Pizzigallo: “La città di Anguillara Sabazia si stringe con sincera partecipazione al dolore dei suoi cari. In accordo con la famiglia, nel rispetto del loro dolore e della loro volontà espressa, oggi non si terranno momenti pubblici di commemorazione spontanea”.

“Invitiamo tutti a rispettare la richiesta della famiglia di Federica – prosegue il sindaco – in questo momento così difficile e a manifestare il proprio cordoglio con gesti di vicinanza discreti e rispettosi. La nostra comunità resta unita nel dolore, nella solidarietà e nel rispetto della privacy di chi soffre”.