La Spezia, 19 gennaio 2026 – È finita al centro di una tragedia e da giorni non riesce a darsi pace. Era a conoscenza dei rapporti sempre più tesi tra i due ragazzi e aveva anche cercato di mettere pace. Spiegando al suo fidanzato che la fotografia che la ritrae insieme a Youssef era falsa. È poco più di una ragazzina, la fidanzata di Zouhair Atif, il diciottenne accecato dalla gelosia per quel legame di semplice affetto con Abanoub Youssef che però non riusciva ugualmente ad accettare.
Lei conosceva la vittima dell’aggressione da tempo: insieme portavano avanti una bella amicizia. Invece per Atif quel rapporto era diventato un peso insopportabile. Poi sui social ha iniziato a girare una fotografia risalente a qualche anno fa.
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È stata questa la scintilla che ha scatenato la folle gelosia del fidanzato che dopo aver minacciato il presunto rivale in amore con un sms lo ha affrontato venerdì mattina nei bagni della scuola. Per poi inseguirlo e accoltellarlo in classe davanti ai compagni impietriti dalla paura. La giovane, minorenne, iscritta all’istituto Chiodo dopo aver frequentato in passato un’altra scuola spezzina, si è difesa sul profilo social pubblicando il suo stato d’animo e chiedendo di non speculare sulla vicenda.

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“Chiedo solo di non inventare gossip – ha scritto –, scherzando sulla morte di un ragazzo. Ho fatto il possibile per evitare litigi tra i due. Non sono mai entrata in Tribunale per difendere il mio ragazzo anzi, come giusto che sia, non gli ho rivolto parola. Sono stata sottoposta ad altro ed è stato sconvolgente”.
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La giovane ha confermato di aver già fornito la propria versione agli inquirenti, che nei prossimi giorni la risentiranno insieme agli altri studenti della scuola. Tutti già ascoltati nei momenti successivi all’aggressione quindi in condizioni emotive estremamente fragili.
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La ragazza ha anche lanciato un accorato appello alla collaborazione a chiunque sia in grado di fornire agli inquirenti informazioni utili a far luce far luce sulla tragedia: “In questi giorni affronterò un nuovo interrogatorio. Chi ha visto parli, chi sa mi scriva. Ogni testimonianza è importante. Sentirò tutti appena posso, sono l’unica che può fare qualcosa per lui e per la sua famiglia. Non resterò in silenzio. Ma non scrivete caz…te su di me perché il mio telefono è costantemente controllato dagli agenti. Se fossi complice non sarei qui”. Poi un pensiero rivolto anche per la famiglia dell’amico Abanoub. “Le mie condoglianze alla famiglia, che cercherò di contattare appena mi sarà possibile”.

