Capelli rasta, marcato accento milanese e tatuaggi incisi su tutto il corpo, memorie dei tanti viaggi fatti in giro per il mondo: «Nonna mi chiamava “wanderlust” (parola tedesco che indica il desiderio di viaggiare, ndr)». Così si presenta Camilla Ardenzi, la nipote 27enne di Ornella Vanoni. Della nonna non ha ereditato solo lo spirito libero e indipendente, ma anche la passione per la musica. Già pochi giorni dopo la scomparsa della grande artista milanese, avvenuta lo scorso 21 novembre, Camilla sorprese tutti pubblicando sui social un video in cui cantava Senza fine, rivelando le sue doti canore. Domenica sera la ragazza ha fatto il suo debutto ufficiale in tv a Ornella senza fine, lo speciale dedicato alla nonna organizzato da Fabio Fazio sul Nove (1,7 milioni di spettatori pari al 10,5% di share, terzo programma più visto della serata).

Dopo aver partecipato insieme al papà Cristiano (unico figlio della cantante milanese, nato nel 1962 dall’unione con l’impresario teatrale Lucio Ardenzi) e al fratello Matteo (più grande di tre anni) all’inaugurazione dell’aiuola che il comune di Milano ha dedicato alla diva proprio di fronte al Piccolo Teatro Strehler, Camilla si è esibita nello studio dello speciale sulle note della stessa Senza fine, duettando con Diodato e rivelando di voler seguire le orme della nonna. «Avrei voluto incidere un duetto con lei. Sarebbe stato importante per me. Anche solo per riascoltare le nostre voci insieme, per sempre», racconta, annunciando di essere al lavoro sul suo disco d’esordio.

Nonna non era d’accordo?
«Quando ne parlavamo, mi sembrava che prendesse la cosa troppo sul serio: “Bisogna trovare chi scrive la canzone, chi ce la produce, chi ce la pubblica”. E poi si distraeva dietro i suoi mille progetti. Solo dopo che se ne è andata, parlando con i suoi amici e i suoi colleghi, ho scoperto che ci teneva davvero e che quella canzone la stava cercando».

Recupererete con un duetto virtuale che sarà incluso nel disco postumo al quale i discografici stanno lavorando?
«Magari. È un’idea. Ne sarei felice. Mi piacerebbe anche omaggiare la nonna sul palco del Teatro Ariston, a Sanremo, sulle note di Senza fine. Vedremo se arriverà la proposta».

Quando ha capito di avere del talento?
«Non c’è stato un momento vero e proprio in cui ho realizzato di avere un dono. La voce l’ho sempre avuta. Quando sono nata l’ostetrica disse ai miei: “Farà la cantante”. Da bambina le parti da solista alle recite erano sempre mie (ride)».

Nonna è mai venuta a vederla?
«Qualche volta sì, quando non era impegnata in tour. Mi ha sempre sostenuta».

Nella vita di tutti i giorni che nonna era Ornella?
«Una donna libera, come recita la targa dell’aiuola inaugurata domenica. Una scombussolatrice di energie: era capace di entrare in una stanza e di rivoltarla. E poi era un’eterna bambina. Spesso mi chiedeva di dormire insieme a lei, soprattutto nei momenti in cui si sentiva più fragile».

Come mai questa passione per la musica è venuta fuori solo ora?
«Perché ho sempre avuto paura della competizione e dell’ambiente discografico. E poi ho fatto scelte di vita che non si sposavano bene con la passione per la musica, che richiede del tempo e del sacrificio per essere coltivata».

Che scelte?
«Subito dopo aver compiuto 18 anni ho cominciato a girare il mondo, partendo dalla Nuova Zelanda, dove ho vissuto per un anno. Quando ho capito che non esisteva solo la scatola in cui sono cresciuta, non mi sono più fermata. Ho attraversato l’Atlantico e il Pacifico: facevo la cuoca nelle barche a vela. A maggio sono tornata da un lungo viaggio in Messico. Ora sto finalmente concedendo alla musica lo spazio di cui ha bisogno, lavorando a un Ep di brani inediti scritti da me insieme al mio chitarrista, il cui nome d’arte è Giozzu. Da quando la nonna se ne è andata sento un grande onore, oltre che la responsabilità di mantenere il suo nome grande anche attraverso di me».

Che genere di musica sta registrando?
«Musica che è difficile etichettare. Io la definisco progressive».

Si sono già fatte avanti delle case discografiche?
«No, per il momento non sono stata contattata né io ho contattato nessuno: è un progetto tutto indipendente. Uscirà a breve».

Si presenterà in qualche talent?
«Non penso di averne bisogno. Non cerco né la fama né la popolarità: per me la musica è sinonimo di crescita personale e arricchimento culturale e artistico».


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