di
Maria Volpe
Il primogenito di David e Victoria, dopo anni di contrasti, si sfoga su Instagram raccontando le difficoltà con una coppia di genitori ossessionati dall’immagine pubblica
Una saga piuttosto triste. Dopo anni di malumori, liti, mezze paci, rumors, smentite è arrivato su Instagram un lunghissimo sfogo di Brooklyn Beckham che non lascia dubbi sul voler chiudere i rapporti con la sua famiglia d’origine. Il figlio maggiore (26 anni) di David e Victoria, scrive «mi faccio valere per la prima volta nella mia vita. Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia». Contatti solo tramite avvocati.
Un attacco all’ex calciatore britannico, ora dirigente sportivo, e alla ex cantante delle Spice Girls, ora stilista, dipinti come genitori «manipolatori, interessati solo all’immagine pubblica», insensibili nei suoi confronti. Una dichiarazione lunga sei pagine che sembra una pietra tombale. Uno sfogo che termina con una frase decisiva e importante: «Mia moglie ed io non vogliamo una vita plasmata dall’immagine, dalla stampa o dalla manipolazione. Vogliamo solo pace, privacy e felicità per noi e per la nostra futura famiglia».
Dunque il figlio primogenito – che è stato anche criticato per questa rottura familiare, ed è stato tacciato di ingratitudine – è un ragazzo che ha vissuto sempre schiacciato dall’immagine, costretto a recitare per offrire il quadretto della famiglia perfetta, tra perfezione, fama, soldi.
Ma cosa è accaduto davvero? Già da tempo Brooklyn e la moglie, Nicola Peltz, 31 anni hanno lasciato la Gran Bretagna per trasferirsi negli Stati Uniti, ricordano un po’ la vicenda di Harry e Meghan. Una coppia oltreoceano, una famiglia nel Regno Unito. Frecciate da lontano, incomprensioni, tutto raccontato su giornali e social. Il matrimonio è stato sicuramente un punto di non ritorno. Le nozze tra Brooklyn e Nicola, celebrato nell’aprile 2022, sono state descritte come un incubo a causa dell’ingerenza dei genitori «che hanno cercato in tutti i modi di intralciarli».
A loro, Nicola Peltz – attrice statunitense, classe 1995, famiglia ebraica nei pressi di New York, figlia della ex-modella Claudia Heffner e del miliardario uomo d’affari Nelson Peltz – non è mai andata a genio. E hanno sempre cercato di ostacolare l’unione. «La notte prima del matrimonio – spiega Brooklyn – i membri della mia famiglia mi hanno detto che Nicola non era “nostro sangue” e “non era famiglia”». E infatti il giorno dopo il matrimonio non fila liscio, anzi. Tanti i pettegolezzi su quella giornata che si dice sia stata «rovinata» da mamma Victoria: vittime il figlio e la nuora.
Gelosia? altro?
Racconta ancora Brooklyn: «Settimane prima del grande giorno, i miei genitori mi hanno ripetutamente fatto pressione e hanno cercato di farmi cedere i diritti sul mio nome, cosa che avrebbe avuto ripercussioni su di me, mia moglie e i nostri futuri figli. Erano irremovibili sul fatto che firmassi prima della data del mio matrimonio perché allora sarebbero entrati in vigore i termini dell’accordo. Il mio rifiuto ha compromesso il loro guadagno, e da allora non mi hanno mai più trattato allo stesso modo».
E così il giorno delle nozze si vive sospeso in un clima carico di tensioni e rancori. Con dettagli, banali sì, ma emblematici di rapporti già rovinati.
L’abito di nozze di Nicola sarebbe stato realizzato dalla futura suocera. Pochi giorni prima delle nozze, gira voce che Nicola indosserà un abito di Valentino. Dubbio insopportabile per Victoria che cancella tutto. «Mia madre – spiega invece il primogenito – ha annullato all’ultimo minuto il confezionamento dell’abito del suo brand, nonostante Nicola fosse entusiasta di indossarlo, e l’ha costretta a cercarne urgentemente uno».
E ancora: «Durante i preparativi del matrimonio, mia madre è arrivata a definirmi “malvagio” perché io e Nicola avevamo scelto di includere al nostro tavolo, la mia tata Sandra e la tata di Nicola, dato che entrambe non avevano i loro mariti. Entrambi i nostri genitori avevano comunque i loro tavoli, di fianco al nostro».
Fino alla scena clou: «Davanti ai 500 invitati al nostro matrimonio, il primo ballo da neosposi non l’ho fatto con mia moglie come stabilito, ma con mia madre, che si è presentata sul palco ballando con me in modo anche poco appropriato. Non mi sono mai sentito così a disagio o umiliato in tutta la mia vita». Tanto che la giovane coppia decide «di rinnovare le nostre promesse per creare nuovi ricordi che ci portassero gioia e felicità, e non ansia e imbarazzo».
Un imbarazzo provato in molte occasioni da Brooklyn: «La mia famiglia ha costantemente mancato di rispetto a mia moglie, nonostante tutti i nostri tentativi di restare uniti come una famiglia sola. Mia madre ha invitato ripetutamente donne del mio passato nella nostra vita, per metterci entrambi a disagio».
Da allora le incomprensioni si sono dilatate. Tanto che il primogenito ha deciso di non andare al cinquantesimo compleanno (2 maggio dello scorso anno) e al cavalierato (4 novembre 2025) del padre David. Due eventi «caldi» per la famiglia Beckham che ha dovuto fare i conti con l’assenza del figlio. Brooklyn però anche qui racconta una versione diversa. Avrebbe chiesto al padre di incontrarlo più volte, quando, proprio per i suoi 50 anni, era tornato nel Regno Unito. Richieste ignorate a lungo. «Siamo stati respinti per una settimana, mentre aspettavamo in hotel cercando di organizzare del tempo di qualità con lui. Ha rifiutato ogni nostro tentativo, a meno che non fosse alla sua grande festa di compleanno, con un centinaio di invitati e telecamere ovunque. Quando finalmente ha accettato di vedermi, è stato a condizione che Nicola non fosse invitata. È stato uno schiaffo in faccia. In seguito, quando la mia famiglia è andata a Los Angeles, si sono rifiutati di vedermi del tutto».
Ferite che non si chiudono. Anzi, dilagano. «Persino i miei fratelli sono stati mandati ad attaccarmi sui social media, prima di bloccarmi improvvisamente l’estate scorsa». Continua il racconto: «La mia famiglia dà valore alla promozione pubblica e alle sponsorizzazioni più di qualsiasi altra cosa. Il Brand Beckham viene prima di tutto. L’“amore” familiare si decide in base a quanto pubblichi sui social media, o da quanto velocemente lasci tutto per presentarti e posare per una foto di famiglia, anche a scapito dei nostri impegni professionali. Per anni abbiamo fatto di tutto per esserci e sostenere ogni sfilata, ogni festa e ogni attività stampa, per mostrare la nostra “famiglia perfetta”. Ma l’unica volta in cui mia moglie ha chiesto il supporto di mia madre per salvare cani sfollati durante gli incendi di Los Angeles, mia madre si è rifiutata».
Difficile e inutile capire chi ha torto o ragione. Brooklyn senza dubbio ha delle cicatrici. E ha sentito il bisogno di farle vedere pubblicamente. Forse perchè sta cercando di guarirle: «Per la prima volta nella mia vita, da quando mi sono allontanato dalla mia famiglia, l’ansia è scomparsa. Mi sveglio ogni mattina grato per la vita che ho scelto e ho finalmente trovato pace e sollievo».
20 gennaio 2026
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